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Territorio Brescia co i suoi Confini delineato dal P. Cosmografo Coronelli

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COD. ART.: 1013. Categories: , . Tags: , .

[Prezzo a richiesta] Rarissima carta geografica incisa su due lastre di rame dell’intero territorio bresciano che fu concepita dal Coronelli (?) in modo autonomo e pubblicata separatamente rispetto alla medesima versione, ma di dimensioni maggiori, della carta della provincia di Brescia contenuta all’interno del Corso Geografico Universale e all’Atlante Veneto ed alla quale chiaramente risulta ispirata. La carta in questione non presenta il margine graduato, ma soltanto una piccola rosa dei venti che, inserita nell’angolo superiore sinistro, ne mostra l’orientamento geografico. Attaccato al bordo sinistro troviamo un grande riquadro sormontato dallo stemma di Brescia che l’autore inserisce in uno scudo di sapore classico e che introduce una descrizione circa i segni convenzionali usati per identificare sia le podesterie maggiori (Breno in Valcamonica, Asola, Salò e Orzinuovi), che quelle minori (Lonato, Chiari e Palazzolo), i vicariati maggiori (Calvisano, Rovato, Pontevico, Gottolengo, Iseo, Montichiari e Quinzano), quelli minori (Gambara, Pontoglio, Ghedi, Pompiano, Manerbio, Gavardo e Castrezzato) e le fortezze di Pontevico, della Rocca d’Anfo, di Lonato, di Asola, di Orzinuovi e di Salò. Possiamo notare, però, come le principali località vengono a perdere, rispetto al modello cartografico di riferimento, la caratteristica delle proprie mura e, allorquando presenti, esse siano di pura fantasia. Pur se l’intera carta sembra incisa con tratto frettoloso, tanto è vero che l’orografia, raffigurata con il solito sistema dei “coni di talpa”, risulta tracciata “a getto”, in maniera soltanto abbozzata e priva di proporzioni che possano aiutare per un primo orientamento, stranamente ben indicati risultano invece i “passi” di attraversamento da una valle all’altra e le principali vie di comunicazione che da Brescia si diramano versi i centri urbani di maggiore interesse. Ottimamente delineati appaiono anche i laghi ed i corsi fluviali, come del resto il ricco apparato degli insediamenti urbani abbondante di toponimi riferiti a moltissimi centri, anche minori. Tutte queste considerazioni permettono di avanzare una particolare ipotesi riguardo la vera intenzione dell’autore e sulla possibile chiave di lettura circa la reale destinazione della carta in questione: sembrerebbe che il proposito principale del Coronelli nell’approntare questa raffigurazione del territorio bresciano sia stata soprattutto quella di creare una versione forse non propriamente “commerciale”, ma senza dubbio “da viaggio”, una versione, cioè più popolare (si spiegherebbe così anche la formula di stampa in foglio sciolto), rispetto a quella più decorativa, o “da studio”, di certo più scientifica ed elitaria, pubblicata prima esclusivamente per i soci dell’Accademia Cosmografica degli Argonauti, poi inserita tra le illustrazioni del Corso Geografico Universale, ed infine riproposta nelle patinate pagine dell’Atlante Veneto. L’unico punto dolente di questa tesi riguarda la tiratura che non sembrerebbe proprio “comune”: non si conosce l’effettivo numero di copie pubblicate, ma le carte conosciute ed i principali repertori la classificano come “rarissima”, quindi tutt’altro che “popolare”. Cfr. Giuseppe Nova – Ruggiero Fontanella – Il Territorio di Brescia nell’Antica Cartografia a Stampa – ideararemaps.com 2017  nr.26


[Prezzo a richiesta] Rarissima carta geografica incisa su due lastre di rame dell’intero territorio bresciano che fu concepita dal Coronelli (?) in modo autonomo e pubblicata separatamente rispetto alla medesima versione, ma di dimensioni maggiori, della carta della provincia di Brescia contenuta all’interno del Corso Geografico Universale e all’Atlante Veneto ed alla quale chiaramente risulta ispirata. La carta in questione non presenta il margine graduato, ma soltanto una piccola rosa dei venti che, inserita nell’angolo superiore sinistro, ne mostra l’orientamento geografico. Attaccato al bordo sinistro troviamo un grande riquadro sormontato dallo stemma di Brescia che l’autore inserisce in uno scudo di sapore classico e che introduce una descrizione circa i segni convenzionali usati per identificare sia le podesterie maggiori (Breno in Valcamonica, Asola, Salò e Orzinuovi), che quelle minori (Lonato, Chiari e Palazzolo), i vicariati maggiori (Calvisano, Rovato, Pontevico, Gottolengo, Iseo, Montichiari e Quinzano), quelli minori (Gambara, Pontoglio, Ghedi, Pompiano, Manerbio, Gavardo e Castrezzato) e le fortezze di Pontevico, della Rocca d’Anfo, di Lonato, di Asola, di Orzinuovi e di Salò. Possiamo notare, però, come le principali località vengono a perdere, rispetto al modello cartografico di riferimento, la caratteristica delle proprie mura e, allorquando presenti, esse siano di pura fantasia. Pur se l’intera carta sembra incisa con tratto frettoloso, tanto è vero che l’orografia, raffigurata con il solito sistema dei “coni di talpa”, risulta tracciata “a getto”, in maniera soltanto abbozzata e priva di proporzioni che possano aiutare per un primo orientamento, stranamente ben indicati risultano invece i “passi” di attraversamento da una valle all’altra e le principali vie di comunicazione che da Brescia si diramano versi i centri urbani di maggiore interesse. Ottimamente delineati appaiono anche i laghi ed i corsi fluviali, come del resto il ricco apparato degli insediamenti urbani abbondante di toponimi riferiti a moltissimi centri, anche minori. Tutte queste considerazioni permettono di avanzare una particolare ipotesi riguardo la vera intenzione dell’autore e sulla possibile chiave di lettura circa la reale destinazione della carta in questione: sembrerebbe che il proposito principale del Coronelli nell’approntare questa raffigurazione del territorio bresciano sia stata soprattutto quella di creare una versione forse non propriamente “commerciale”, ma senza dubbio “da viaggio”, una versione, cioè più popolare (si spiegherebbe così anche la formula di stampa in foglio sciolto), rispetto a quella più decorativa, o “da studio”, di certo più scientifica ed elitaria, pubblicata prima esclusivamente per i soci dell’Accademia Cosmografica degli Argonauti, poi inserita tra le illustrazioni del Corso Geografico Universale, ed infine riproposta nelle patinate pagine dell’Atlante Veneto. L’unico punto dolente di questa tesi riguarda la tiratura che non sembrerebbe proprio “comune”: non si conosce l’effettivo numero di copie pubblicate, ma le carte conosciute ed i principali repertori la classificano come “rarissima”, quindi tutt’altro che “popolare”. Cfr. Giuseppe Nova – Ruggiero Fontanella – Il Territorio di Brescia nell’Antica Cartografia a Stampa – ideararemaps.com 2017  nr.26