Deliziosa piccola carta geografica del Lago Maggiore pubblicata a Milano nel 1844 da Luigi Zucoli all’interno della “Nuovissima guida dei viaggiatori in Italia”, che rappresenta un interessantissimo esempio di documento storico e cartografico capace di fondere la precisione scientifica con le esigenze del nascente turismo d’élite. Incisa finemente su rame, la mappa fotografa infatti il Verbano come uno spazio di frontiera diviso tra la Svizzera a nord, il Piemonte a ovest e la Lombardia austriaca a est e allo stesso tempo sottolinea la modernizzazione dei trasporti nell’età della Restaurazione, rivolgendosi alla colta platea di viaggiatori del Grand Tour e alla nascente borghesia industriale.
In alto a destra immediatamente al di sotto della data (1844) e delle scale grafiche di misurazione (espresse in ore/minuti, in miglia geografiche e in metri) vi è una interessantissima nota che recita testualmente:
«La Linea punteggiata nell’interno del lago rappresenta la via che segue il Battello nelle giornate di nebbia: ella è stata calcolata e delineata da Pietro Miani Macchinista del Battello, incaricato di dirigere la Macchina a vapore del Verbano, che è della forza di XIV Cavalli».
Questa annotazione riveste un’importanza documentaria molto interessante per diverse ragioni:
– Il Lago Maggiore, per la sua conformazione e la presenza di correnti termiche, è storicamente soggetto a improvvisi banchi di nebbia. La “linea punteggiata” visibile lungo l’asse longitudinale del lago (da Magadino e Locarno a nord fino ad Arona e Sesto Calende a sud) costituisce una vera e propria “rotta strumentale” ante litteram, calcolata matematicamente per evitare le secche, le isole (come le Borromee, accuratamente delineate) e le collisioni con la costa.
– Viene esplicitamente menzionato Pietro Miani, “Macchinista del Battello”. Nel 1844, la figura del macchinista navale era una professione d’avanguardia, assimilabile a quella di un ingegnere d’alta tecnologia odierno. Miani non si limita a condurre il mezzo, ma si fa scienziato e idrografo, tracciando la rotta sicura per il Verbano.
– Il riferimento alla macchina a vapore della forza di «XIV Cavalli» offre un dato tecnico prezioso sui primi piroscafi che solcarono il lago, come il celebre “Verbano” (varato nel 1826) o i suoi immediati successori gestiti dalla ditta impiantata da piemontesi e svizzeri, simboli della prima rivoluzione industriale che univa le sponde lombarda e piemontese prima ancora dell’Unità d’Italia.
In alto, una semplice legenda classifica le strade in tre categorie: Strada Postale (le grandi arterie di collegamento internazionale), Strada rotabile (per carri) e Strada cavalcabile. Ciò permetteva al viaggiatore di pianificare le coincidenze una volta sbarcato dal piroscafo.
La mappa include tutti i principali centri costieri nodali per il commercio e il turismo ottocentesco: Locarno, Cannobio, Luino, Laveno, Intra, Palanza (Pallanza), Stresa (con le tre Isole Borromee: I. Bella, I. Madre, I. Superiore), Angera e Arona.









