Candia. IX Feuille

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La grande carta nautica costituisce il foglio n. 9 della celebre Carte de la Mer Méditerranée en douze feuilles, un’ambiziosa opera realizzata dal marsigliese Joseph Roux nel 1764. L’intera serie, composta da dodici fogli, offriva una visione esaustiva del bacino del Mediterraneo e del mar di Marmara, fungendo da strumento di riferimento essenziale per la navigazione d’epoca.

La mappa focalizza l’attenzione sulla parte meridionale dell’isola di Candia (Creta) e sul lungo tratto costiero della Barbaria (l’attuale litorale nordafricano, che all’epoca includeva regioni sotto il controllo di reggenze ottomane o stati barbareschi). Tra i toponimi che emergono lungo la costa africana si nota, nell’angolo in basso a destra, Alexandrie (Alessandria d’Egitto), snodo fondamentale per i commerci marittimi. La carta è caratterizzata dalla tipica fitta rete di linee di direzione — le cosiddette linee di lossodromia — che si irradiano da diversi centri (i “punti di rosa”), permettendo al navigatore di tracciare la rotta ottimale mantenendo un angolo costante rispetto al nord magnetico.

Le carte nautiche del Settecento, derivate dalla tradizione dei portolani medievali, presentano peculiarità tecniche distintive:

Finalità pratica: A differenza delle carte geografiche terrestri, l’obiettivo primario era l’orientamento in mare. La costa è rappresentata con estrema precisione per quanto concerne porti, rade e promontori, essenziali per la sicurezza della navigazione.

  • Assenza di rilievo: Le aree interne sono spesso lasciate in bianco o poco dettagliate, poiché irrilevanti per il marinaio che osservava il mondo dal ponte di una nave.
  • Rosa dei venti e Lossodromie: La ragnatela di linee che attraversa il mare non è puramente decorativa, ma serve a indicare la direzione da seguire tra due punti, facilitando la navigazione a bussola.
  • Scale grafiche: Nell’angolo in basso a sinistra sono riportate le scale di distanza (leghe di Francia, Inghilterra, Olanda, Spagna e Italia), fondamentali per il calcolo delle distanze in base alle diverse unità di misura utilizzate dalle marine europee.

Il Recueil des principaux plans des ports, et rades de la mer Méditerranée, da cui questa carta trae origine, rappresenta il culmine della produzione di Roux. Pubblicato per la prima volta a Marsiglia nel 1764, questo atlante ebbe un successo straordinario, venendo ristampato e adattato per decenni in diverse edizioni (come quella nota di Livorno). In un’epoca segnata da intense rotte commerciali e tensioni geopolitiche nel Mediterraneo, l’opera di Roux offriva una mappatura sistematica dei porti, diventando un “must-have” non solo per i mercanti, ma anche per le marine militari francesi e britanniche.

Joseph Roux è stato una figura centrale nell’idrografia del XVIII secolo. Membro di una celebre dinastia marsigliese di cartografi e pittori di marina, egli ricoprì la carica di Hydrographe du Roy (Idrografo del Re). La sua posizione a Marsiglia, porto nevralgico del Mediterraneo, gli garantì l’accesso privilegiato a informazioni nautiche aggiornate e ai rilievi più recenti. Oltre alla cartografia, la famiglia Roux si distinse successivamente per la creazione di meticolosi ship portraits (ritratti di navi), documentando l’evoluzione dell’architettura navale tra il Settecento e l’Ottocento.