世界新漫画鳥瞰圗 / Nuova mappa caricaturale a volo d’uccello del mondo / Sekai Shin Manga Chōkanzu

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Il Mondo come Satira e Visione: Il Sekai Shin Manga Chōkanzu (1924)
Il 世界新漫画鳥瞰圗 Il Sekai Shin Manga Chōkanzu (Nuova mappa caricaturale a volo d’uccello del mondo), pubblicata nel 1924 (anno Taishō 13), rappresenta uno dei vertici più significativi e affascinanti della cartografia pittorica e satirica giapponese del primo dopoguerra. Quest’opera, si inserisce in quel filone editoriale e culturale noto come Manga Chizu (mappe a fumetti/caricaturali), fiorito in Giappone tra la fine dell’era Meiji e i primi decenni dell’era Shōwa.
La mappa funge da straordinario specchio geopolitico della sua epoca: il mondo è appena uscito dai traumi della Prima Guerra Mondiale, l’Impero Giapponese si afferma come potenza globale preminente in Asia, e la globalizzazione dei commerci e dei trasporti accelera visibilmente. Il tutto viene filtrato attraverso la lente della satira, dello stereotipo culturale e di un’ironia graffiante ma profondamente informativa.
In piena controtendenza rispetto alla cartografia eurocentrica, la mappa adotta una proiezione che pone il Giappone e l’Oceano Pacifico al centro del mondo. L’Europa è confinata all’estremo quadrante sinistro, mentre le Americhe occupano la porzione destra. Questa centralità geografica riflette l’orgoglio geopolitico e le aspirazioni imperiali del Giappone del 1924. Disseminati sui vari continenti compaiono piccoli quadranti d’orologio. Questi indicano i diversi fusi orari del pianeta calcolati in relazione all’ora del Giappone, sottolineando la percezione di un mondo ormai interconnesso.
Fitte linee tratteggiate attraversano gli oceani indicando le principali rotte navali commerciali e postali, complete di distanze in miglia e tempi di percorrenza (es. la rotta Yokohama–San Francisco). In basso a sinistra, un riquadro con la tradizionale mappa  con la divisione politica formale della Terra, utile riscontro geografico per il lettore.

La grande carta del mondo colpisce per la sua straordinaria densità visiva. Non esiste uno spazio vuoto che non sia valorizzato da un intento narrativo o decorativo. Lo stile delle vignette fonde la tradizione della caricatura occidentale (derivata da riviste come Punch o il giapponese The Tokyo Puck) con la fluidità della linea tipica del fumetto giapponese delle origini. La fitta trama di vignette disegnata da Ogawa e Maekawa offre una preziosa testimonianza di come il Giappone del 1924 percepisse se stesso e le altre nazioni, oscillando tra acute analisi di cronaca e stereotipi ereditati dall’immaginario coloniale occidentale.

L’Unione Sovietica: La Minaccia Bolscevica
Mentre il mondo occidentale riceve un trattamento satirico ma bonario, l’Unione Sovietica (fresca di costituzione) subisce una durissima condanna politica. La popolazione russa è ritratta come una massa di schiavi in catene, sottomessi al nuovo regime. Poco sopra i confini della Manciuria si staglia un’illustrazione cupa e violenta: una tigre rabbiosa che stringe una sciabola insanguinata, chiara metafora del timore giapponese verso l’espansionismo militare bolscevico.
La Germania di Weimar
Uscita sconfitta dalla guerra e devastata dalla crisi economica e sociale, la Germania è raffigurata in modo spettrale: un teschio umano appoggiato sopra una pila di libri. Una satira colta e spietata che descrive una nazione che rimane la culla della scienza e della filosofia (i libri) ma il cui corpo politico è momentaneamente “morto”.
La Cina dei Signori della Guerra
La frammentazione della Cina, lacerata dalle guerre civili tra fazioni militari, è sintetizzata genialmente attraverso la vignetta di un “tiro alla fune” tra il Nord e il Sud della nazione, specchio del caos istituzionale del vicino asiatico.
Gli Stati Uniti dei Ruggenti Anni Venti
In quest’epoca gli USA (prima che la propaganda della seconda guerra mondiale li dipingesse come nemici),  sono visti con ammirazione e come la patria della modernità e del benessere. Spiccano grattacieli stilizzati sulla costa atlantica, ciminiere industriali, ferrovie transcontinentali, accenni alla nascente Hollywood e vignette esplicite dedicate a sport popolarissimi anche in Giappone, come il baseball, la boxe e il tennis. Più a nord, la cultura indigena è ricordata da un monumentale totem piumato.
L’Europa e i Grandi Toponimi
L’Europa occidentale si popola di simboli tradizionali: la Francia mostra una slanciata Torre Eiffel animata da pittori e caffè; la Gran Bretagna è un groviglio di fumi industriali, navi e gentiluomini con l’ombrello; l’Italia è identificata dal Vesuvio in eruzione e da vignette sulla tradizione operistica. Una nota curiosa e poetica in calce alla Scozia la descrive nei testi giapponesi come “bellissima e morfologicamente molto simile al Giappone” per le sue coste montuose.
Africa e Sud America: L’Esotismo Coloniale
In queste aree il Giappone adotta in pieno lo sguardo eurocentrico: l’Africa è ridotta a un compendio naturalistico di leoni, elefanti e coccodrilli, con popolazioni indigene ritratte secondo i rigidi stereotipi dell’epoca (gonnellini e lance in danze rituali); l’Egitto è simboleggiato dalle Piramidi e dalla Sfinge. Il Sud America è dominato dall’imponenza delle Ande, dai caimani dell’Amazzonia, dai gauchos a cavallo e dalle piantagioni di caffè e banane. Accenni storici indicano i punti di sbarco di Cristoforo Colombo o l’esilio di Napoleone a Sant’Elena.
Taiwan (Colonia Giapponese)
L’isola di Taiwan, all’epoca sotto il dominio imperiale giapponese, è illustrata attraverso un nativo armato di lancia. È un riferimento diretto alle popolazioni indigene d’alta quota (come i Seediq) con cui l’esercito coloniale giapponese aveva ingaggiato in quegli anni durissimi scontri e campagne militari di pacificazione.

La mappa, che include anche precisi riferimenti storici occidentali, come il punto di sbarco di Cristoforo Colombo nelle Americhe e l’isola di Sant’Elena con l’esilio di Napoleone è stata disegnata a quattro mani da due dei più importanti e influenti illustratori del Novecento giapponese:
Ogawa Jihei (小川治平, 1887–1925): Straordinario satirista politico e fumettista, fu tra i principali collaboratori di Kitazawa Rakuten (il padre del manga moderno) per la rivista Jiji Manga a partire dal 1921. Dotato di un’ironia tagliente, Ogawa riversò in questo planisfero la sua eccezionale capacità di sintesi politica; questa mappa rappresenta uno dei suoi ultimi e più complessi capolavori prima della sua prematura scomparsa nel 1925.
Maekawa Senpan (前川千帆, 1888–1960): Famoso illustratore satirico per grandi quotidiani come il Yomiuri Shinbun, Maekawa è universalmente celebrato come una colonna portante del movimento Sōsaku-hanga (創作版画 — “Stampe creative”), corrente che propugnava la totale centralità dell’artista in ogni fase di creazione della stampa (disegno, incisione e stampa del legno). Il suo apporto nella mappa si traduce nella straordinaria fluidità della linea e in una raffinata armonia geometrico-spaziale.

La mappa fu pubblicata a Tokyo dalla Kokusai Jōhōsha (Società Internazionale di Informazione), una prestigiosa casa editrice fondata dall’eclettico imprenditore ed ex monaco Zen Ishihara Toshiaki (石原俊明, 1888–1973). La mappa venne stampata come supplemento speciale per la rivista di fotogiornalismo e attualità Kokusai Shashin Jōhō. Questo dettaglio editoriale è fondamentale: testimonia che la mappa, pur usando la lente della caricatura, godeva di una forte autorevolezza culturale ed educativa.

Il Sekai Shin Manga Chōkanzu del 1924 possiede un valore storico eccezionale se paragonato a ciò che accadrà in seguito. Nel 1932, a soli otto anni di distanza, la medesima casa editrice Kokusai Jōhōsha pubblicherà una nuova mappa del mondo con lo stesso identico titolo, affidandola all’illustratore Shishido Sakō. Tuttavia, nel 1932 il crollo di Wall Street e l’ascesa dei totalitarismi avranno cancellato ogni traccia della Democrazia Taishō.
Mentre questa mappa del 1924 mostra un pianeta cosmopolita e aperto, solcato da pacifiche navi mercantili, imbarcazioni da pesca e turisti, la versione del 1932 sostituirà i mercantili con navi da guerra, disegnerà gli americani come gangster in gabbia o capitalisti corrotti e ospiterà i volti dittatoriali di Hitler, Stalin e Mussolini. L’edizione del 1924 di Ogawa e Maekawa si offre a noi come l’ultimo, prezioso e ironico respiro di ottimismo e internazionalismo del Giappone prima della sua tragica discesa nel militarismo.