Vincenzo Coronelli Posted in: Cartografi

Vincenzo Coronelli nacque a Venezia il 16 agosto 1650, anche se a tutt’oggi regna la più grande incertezza  circa il suo reale nome di battesimo. Il nome che appare su quasi tutti i frontespizi delle sue opere è Vincenzo, però nel discorso che C. Malavisa pubblicò come prefazione all’“Epitome cosmografica”, Coronelli risulta designato sotto il nome di Vincenzo Maria, e così si affermò egli stesso sottoscrivendo alcune dediche delle sue opere (come, per esempio, nell’“Atlante Veneto” o nella “Cronologia Universale”). Nella “Biographie Universelle Michaud” (1813) e nella “Biografia Universale Missiaglia” (1822) appare, invece, la voce Coronelli accompagnata dal nome “Mario Vincenzo”, mentre nel “Dizionario enciclopedico di scienze, lettere ed arti” (1830), troviamo addirittura “Marco Vincenzo”. La verità è che il Coronelli, come appare in una sua dichiarazione giurata del 21 marzo 1713, si chiamava semplicemente “Vincenzo”, mentre “Maria” è il nome che i padri conventuali aggiungevano al proprio nome per devozione alla Madre di Dio.

Vincenzo Coronelli era figlio di Maffio, abile sarto con bottega in laguna e di Caterina, ed aveva due sorelle ed un fratello di nome Francesco di professione rigattiere e mercante. Il giovane Vincenzo fu mandato presso parenti a Ravenna dove, attorno ai quindici anni, iniziò ad esercitare l’arte dell’intaglio come “apprendista falegname”, anche se proprio in quel periodo iniziò a manifestare l’intenzione di voler abbracciare la vita religiosa. Nel 1665, tornato a Venezia, si iscrisse come “chierico-studente” al monastero dei Minori Conventuali di San Niccolò della Lattuca (San Nicoletto), dopo di che venne aggregato alla Figliolanza della Gran Casa dei Frari. L’anno successivo Vincenzo pubblicò la sua prima opera, il “Calendario perpetuo sacro e profano” (1666), un almanacco di modesta importanza, ma che colpì i suoi superiori per l’applicazione da lui dimostrata, tanto che decisero di mandarlo a perfezionare lo studio a Roma. Nel 1670 il Coronelli frequentò, infatti, il Collegio capitolino di San Bonaventura, dove ottenne, nel 1673, il dottorato in teologia. Il 25 aprile 1674, a soli 24 anni, ricoprì la carica a Padova di Segretario della Provincia del Santo, che durò un triennio, fino al 1677. Prima dello scadere degli anni Settanta del XVIII secolo, il giovane frate iniziò ad applicarsi allo studio della cosmografia e della cartografia. Attorno al 1680 il Coronelli si recò a Parma dove costruì due “Globi” per il duca Ranuccio Farnese e l’anno successivo si trasferì a Parigi, chiamato dal card. Cesare d’Estrées, per costruire due grandi “Globi” per Luigi XIV. I due manufatti vennero consegnati al re nel 1683, il quale ricambiò con una collana d’oro ed una pensione di 300 scudi.

Dopo l’esperienza francese, il Coronelli rientrò a Venezia, dove fu accolto con fervore ed entusiasmo dalla comunità scientifica locale. Don Vincenzo rispose fondando l’Accademia degli Argonauti (1684) ed iniziando a raccogliere materiale per le sue carte geografiche. Il 12 marzo 1685 il Doge lo nominò “cosmografo della Repubblica” e gli concesse il “privilegio” di stampa di un grande Atlante, ma questo progetto incontrò seri ostacoli a causa di una nuova nomina religiosa, l’elezione a Segretario della Provincia d’Ungheria (1685), che lo avrebbe naturalmente portato all’estero per diversi periodi dell’anno. Il Coronelli, però, non volendo recedere dal suo proposito in campo cartografico, il 20 aprile 1686 rinunciò al provincialato d’Ungheria ed iniziò a dedicarsi pressoché a tempo pieno alla realizzazione dei suoi progetti. Prima dello scadere del 1686 videro, infatti, la luce le “Memorie istoriografiche della Morea”, e le “Conquiste” e, solo due anni più tardi, approntò sia i nuovi “Globi”, che le opere intitolate “Mediterraneo” (1688) e “Rodi e Negroponte” (1688). Nel breve periodo di 8 anni l’oscuro minorita divenne una personalità del mondo veneziano, tanto che il 4 giugno 1689 fu nominato “Lettore di Geografia alle Procuratie, per 4 anni di fermo e 2 di rispetto”.  Tale incarico non gli impedì, comunque, di continuare i suoi studi e le sue ricerche, tanto che già nel 1690 uscirono i suoi primi fogli sciolti, nel 1691, l’acquaforte intitolata “Arme delli Regni di Spagna” e nel 1692 furono pubblicati i due volumi del “Corso Geografico Universale”.

Nel 1695 uscirono le due lastre relative al “Territorio Bresciano co’ suoi confini” (un foglio sciolto che sottoscrisse “Padre Cosmografo Coronelli”), nel 1696 il Coronelli pubblicò la prima parte dell’“Isolario”, dopo di che partì per un lungo viaggio in Europa che toccò la Germania, l’Olanda e l’Inghilterra. Nel 1696 fu la volta dell’“Atlante Veneto” e, tra il 1697 ed  il 1698 diede alle stampe la seconda parte dell’“Isolario”, dopo di che partì con gli ambasciatori L. Soranzo e G. Venier per un lungo viaggio in Europa che toccò la Germania, l’Olanda e l’Inghilterra. Nel 1696 fu la volta dell’“Atlante Veneto” e, tra il 1697 e il 1698, diede alle stampe la seconda parte dell’“Isolario”, altri volumi dell’“Atlante Veneto”, nonché i due volumi relativi ai suoi viaggi in Inghilterra. Sempre nel 1697 uscirono i tre volumi del “Teatro delle città e porti principali dell’Europa in Pianta, in Profilo ed in Elevazione” ed il  Libro dei Globi”, nel 1698 pubblicò lo “Specchio del mare”.

Nell’aprile 1699 il Coronelli ricevette l’incarico dalla curia romana di recarsi in visita a Costantinopoli, ma nell’agosto dello stesso anno fu dispensato della missione in Oriente per poter proseguire la stampa della sua “Biblioteca”, ma non poté rifiutarsi di recarsi ad Anzio, su invito personale del papa Innocenzo XII, per scandagliare il porto che si trovava in pessime condizioni e studiarne le condizioni di accessibilità.

Prima dello scadere dell’anno il Coronelli, con “breve” del papa, fu iscritto fra i Padri del Cenobio dei Dodici Apostoli e nominato Definitore Generale del suo ordine, cioè dei Minori Conventuali. Con questi titoli fu aggregato nel 1700 alla nobiltà della città dell’Aquila ed il nuovo secolo fu aperto inaugurando il primo volume della “Biblioteca Universale” (1701).

Questo ideale stato di cose e la felicità del Coronelli di veder finalmente concretizzato il suo progetto fu, purtroppo, interrotto dai primi guai che vennero ad offuscarne l’attività e la vita stessa. Innanzitutto dobbiamo registrare il deciso intervento dei rappresentanti dell’Arte dei Librai e Stampatori di Venezia, i quali avanzarono nei confronti del Coronelli insistenti reclami chiedendo forti indennizzi poiché egli stampava i suoi libri in maniera ritenuta non regolamentare presso appositi locali adibiti ad officina tipografica nel convento dove viveva; poi fu la volta dei membri del suo Ordine, i quali lo denunciarono al Tribunale del Sant’Uffizio con l’oscura accusa di “trafugamento di reliquie”.

Non conosciamo a cosa si riferisse esattamente la denuncia e nemmeno che provvedimenti prese il giudice competente, ma sappiamo che la questione ebbe lunghi ed importanti strascichi che, nonostante i tentativi da parte delle alte sfere dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali di mettere a tacere l’intera vicenda, turbò molto l’ambiente veneziano ed ebbe forti ripercussioni sull’incolpevole, a quanto sembra, don Vincenzo Coronelli; infine fu il papa stesso, a causa di non meglio specificati “forti contrasti con la Santa Sede”, che decise non solo di allontanarlo perentoriamente da Roma, ma addirittura di deporlo dalla carica di Generale del suo Ordine.

Il Coronelli, deluso dagli avvenimenti, decise di dedicare  a tempo pieno il suo tempo all’attività editoriale: tra il 1702 e il 1704 licenziò altri quattro volumi della “Biblioteca Universale”; tra il 1705 e il 1709 stampò il VI e il VII volume della “Biblioteca Universale”, dopo di che pubblicò i “Procuratori di San Marco”, il “Teatro della Guerra”, la “Cronologia Universale” e la “Storia degli Ordini religiosi”; nel biennio 1706-1707 diede alla luce la carta della “Francia divisa in XII prefetture”, le mappe “Venezia” e “Lombardia”, e la carta delle “Isole britanniche”; tra il 1714 e il 1716 pubblicò i “Libri d’Oro”, il “Giornale Veneto”, l’“Europa Vivente” e la “Storia degli Ordini equestri”.

[estratto da: Giuseppe Nova – Ruggiero Fontanella Il Territorio di Brescia nell’Antica Cartografia a Stampa – ©IdeaRareMaps Edizione 2017]