[Armenia] Conservons nos Monuments Historiques!

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Grande carta geografica pittorica dell’Armenia che rappresenta un eccezionale connubio tra precisione geografica, intento documentario e virtuosismo grafico. Disegnata dall’architetto e artista Grigor Yeremovich Avagyan e pubblicata nel 1968, la carta si configura come un vero e proprio manifesto visivo dedicato alla salvaguardia del ricchissimo patrimonio architettonico e culturale armeno.

La mappa viene pubblicata nel 1968, un anno emblematico per l’Armenia sovietica. Siamo in pieno clima di “disgelo” culturale, un periodo in cui la Repubblica Socialista Sovietica Armena viveva una forte riscoperta e valorizzazione della propria identità nazionale, culminata con le celebrazioni per il 2750° anniversario della fondazione di Erevan.
In questo clima, la carta di Avagyan nasce con un duplice scopo:

Interno: Sensibilizzare le istituzioni e la popolazione locale sulla necessità stringente di tutelare, restaurare e “conservare” i complessi monastici, le chiese e i siti archeologici millenari (molti dei quali versavano in stato di rovina dopo i decenni del materialismo di stato).

Esterno: Promuovere il patrimonio culturale armeno al di fuori dei confini sovietici. La scelta del francese come lingua principale per il titolo e l’apparato critico non è casuale: la Francia ospitava (e ospita tuttora) una delle comunità della diaspora armena più attive, colte e influenti d’Europa. La carta fungeva così da eccezionale strumento di diplomazia culturale.

Visivamente, la mappa si impone per ricchezza di dettagli con il profilo geografico dell’Armenia che emerge al centro e interamente “popolato” dalla moltitudine di vignette di chiese, monasteri, fortezze e khachkar (le tipiche croci di pietra armene), ciascuna posizionato nel rispettivo luogo d’origine e collegato da una fitta rete di percorsi.

La carta è completata da un importante apparato di inserti e vedute collaterali che ne integrano il valore documentario:
In alto a sinistra una piccola mappa d’inquadramento mostra la posizione della Repubblica Armena all’interno dei confini dell’U.R.S.S. Sul margine destro spicca una monumentale veduta prospettica dell’interno di una chiesa (caratterizzata dalle tipiche volte a botte e arcate massicce dell’architettura armena), mentre sul lato sinistro si susseguono dettagliati studi di portali, capitelli, frammenti di fregi e una suggestiva veduta di un monastero isolato (in basso a sinistra).
Nella parte inferiore una sequenza di medaglioni con i monumenti più celebri dell’Armenia, tra cui spiccano il tempio ellenistico di Garni, la cattedrale di Zvartnots e i complessi di Etchmiadzin.
La porzione sinistra della carta ospita elenchi e fitte annotazioni testuali. Si tratta di un vero e proprio catalogo ragionato dei monumenti, suddivisi per regioni e tipologie, completo di legende e simboli che guidano l’osservatore nell’identificazione cronologica e strutturale dei siti.
Al verso, infine,  la mappa presenta un fitto testo descrittivo, che approfondisce la storia dell’architettura armena, fornendo ai lettori dell’epoca un saggio storico-critico a supporto delle immagini del fronte.

Grigor Yeremovich Avagyan (1928 – 2005) è stato una figura di rilievo nel panorama culturale dell’Armenia del XX secolo. Architetto di formazione, grafico, cartografo e profondo conoscitore della storia dell’arte medievale, Avagyan ha dedicato gran parte della sua vita professionale alla catalogazione visiva e al rilievo dei monumenti storici del suo paese.
La sua abilità tecnica combinava il rigore geometrico del rilievo architettonico con una sensibilità artistica finissima nel disegno a china. Lavorando spesso in sinergia con i comitati statali per la protezione dei monumenti, Avagyan ha firmato diverse mappe tematiche e pubblicazioni illustrate. La sua produzione si distingue per la capacità di trasformare il dato archeologico in un’opera d’arte accessibile e dal forte impatto emotivo, rendendolo uno dei massimi esponenti della cartografia pittorica e celebrativa armena di epoca sovietica.