Parte Occidentale Delli Contorni Di Parigi – Parte Occidentale Delli Contorni Di Parigi

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Carta geografica in due fogli, concepita per essere unita lungo il margine centrale a formare un’unica grande rappresentazione dei dintorni di Parigi, estesa per diverse decine di chilometri attorno alla capitale francese. Il foglio di sinistra reca il titolo Parte Occidentale Delli Contorni di Parigi, quello di destra Parte Orientale Delli Contorni di Parigi. Insieme, le due tavole restituiscono un ritratto minuziosissimo dell’Île-de-France seicentesca: un fittissimo tessuto di borghi, villaggi, foreste, fiumi e strade che si dirama a raggiera attorno al nucleo urbano, qui deliberatamente defilato rispetto al centro della composizione per privilegiare l’ampiezza del territorio circostante.

La rete idrografica è l’elemento strutturante dell’intera composizione: la Senna attraversa entrambi i fogli con il suo andamento sinuoso, accompagnata dai principali affluenti (Oise, Marne, Eure, Yvette) tracciati con la consueta perizia incisoria coronelliana, a doppio tratto per i corsi maggiori. Le aree boschive — la Forêt de Saint-Germain, la Forêt de Senart, la Forêt de Rambouillet e numerose altre — sono rese con il tipico simbolo a “ciuffi” arborei, mentre l’abitato è segnalato da una toponomastica fittissima, redatta in forma italianizzata o francesizzata secondo l’uso delle pubblicazioni veneziane del periodo.
Ai quattro angoli e ai margini compaiono le indicazioni dei punti cardinali secondo la nomenclatura italiana d’epoca: Settentrione, Mezzo Giorno, Oriente, Occidente. Le cornici recano la doppia graduazione di longitudine e latitudine, funzionale all’aggancio tra i due fogli e alla collocazione entro il sistema dei meridiani adottato da Coronelli nelle sue opere maggiori.

Coronelli redige i toponimi francesi attraverso un filtro linguistico tutto italiano: forme come Pontoise, Argenteuil o Versailles convivono con grafie adattate all’orecchio veneziano, generando talvolta varianti curiose rispetto alla toponomastica corrente. È un tratto tipico delle carte realizzate a Venezia per un pubblico colto ma non necessariamente francofono, e oggi costituisce per gli studiosi un interessante spaccato della percezione “italiana” della geografia francese in epoca moderna.

Vincenzo Maria Coronelli (Venezia, 1650 – 1718) è unanimemente considerato uno dei più grandi geografi, cartografi e cosmografi dell’età barocca. Francescano conventuale, Coronelli seppe coniugare la sua profonda vocazione religiosa con una straordinaria e instancabile attività scientifica, editoriale e imprenditoriale.
Entrato giovanissimo nell’Ordine dei Minori Conventuali, dimostrò presto un talento eccezionale per lo studio delle scienze matematiche e geografiche. La sua fama internazionale si consolidò definitivamente all’inizio degli anni Ottanta del Seicento quando, su invito del cardinale César d’Estrées, si trasferì a Parigi per realizzare due monumentali globi (uno terrestre e uno celeste) del diametro di quasi quattro metri destinati al Re Sole, Luigi XIV. Questi capolavori, noti come i Globi di Marly, stupirono l’Europa per la precisione scientifica e la magnificenza artistica delle decorazioni.
Tornato a Venezia, nel 1684 Coronelli fondò l’Accademia degli Argonauti, considerata la prima società geografica del mondo, attraverso la quale promosse la diffusione del sapere geografico e la pubblicazione di atlanti di straordinario pregio. Nominato Cosmografo della Serenissima Repubblica di Venezia, diede vita a un’officina editoriale fecondissima all’interno del Convento dei Frari.
Tra le sue opere monumentali si ricordano l’Atlante Veneto (1691-1696), monumentale impresa editoriale intesa come continuazione ideale dell’opera di Blaeu, il Corso geografico universale (1692) e la pionieristica Biblioteca Universale Sacro-Profana, un ambizioso progetto di enciclopedia alfabetica rimasto purtroppo incompiuto.
Nominato Ministro Generale del suo Ordine nel 1701, Coronelli viaggiò a lungo in tutta Europa, raccogliendo dati, misurazioni e mappe di prima mano. La sua produzione cartografica si distingue per la transizione dal modello puramente decorativo di inizio Seicento a un approccio più rigoroso, basato sulle più recenti scoperte astronomiche e sui resoconti dei viaggiatori contemporanei. La sua eredità rimane una pietra miliare nella storia della scienza, avendo trasformato la cartografia da disciplina empirica ad arte geometrica e geopolitica di precisione.