La carta “Vacanze nel Ticino” è una raffinata opera geo-pittorica realizzata nel 1939 da Otto M. Müller e commissionata dall’Ufficio Centrale Svizzero per la Promozione dei Trasporti di Zurigo. Appartenente a una serie di otto carte dedicate all’intero territorio elvetico, questa mappa unisce precisione geografica e fascino illustrativo, comunicando con immediatezza le ricchezze culturali, artistiche e gastronomiche della regione. Le vignette, rese con tratto aggraziato e colori intensi, non sono meri ornamenti ma veri racconti per immagini, capaci di unire informazione e poesia e di sottolineare, al contempo, l’efficienza dei collegamenti che permettevano di scoprire il Ticino.
Nella parte settentrionale, tra le montagne e i valichi, il filo della ferrovia si anima più volte con la presenza del treno, lungo la tratta Bellinzona–Biasca o in uscita dalla galleria del San Gottardo. Questa scelta non è solo descrittiva: negli anni Trenta e Quaranta, le Ferrovie Federali Svizzere promuovevano il turismo interno e transalpino, e la sua raffigurazione diventa un simbolo di modernità e accessibilità. Scendendo verso le rive del Lago Maggiore, lo sguardo incontra imbarcazioni tipiche che solcano le acque di Locarno, Ascona e Brissago: barche a vela, piccole navi e canoe, disegnate con morbidezza e toni caldi, evocano un paesaggio quasi mediterraneo e rievocano l’immaginario elegante della “Riviera svizzera”. Nel cuore della mappa, Bellinzona si distingue con i suoi castelli patrimonio UNESCO, rappresentati in modo scenografico e animati da figure in costume medievale, segno di un patrimonio vivo e partecipato. Le sagome del Monte San Salvatore e del Monte Brè, con le funicolari che risalgono i fianchi boscati, raccontano la facilità di raggiungere panorami spettacolari, mentre Morcote, con il campanile e le case adagiate sul lago, diventa l’emblema della fusione armoniosa tra architettura e natura.
Questa carta non è un’opera isolata, ma parte di una strategia editoriale e promozionale di ampio respiro. L’Ufficio Centrale Svizzero per la Promozione dei Trasporti, attivo fin dagli anni Trenta, mirava a presentare la Svizzera come meta sicura, ben collegata e ricca di varietà. Le mappe, distribuite in stazioni ferroviarie, fiere e agenzie di viaggio e spesso pubblicate in più lingue, univano chiarezza geografica e seduzione visiva, riuscendo a competere con i manifesti illustrati dell’epoca. L’approccio pittorico di Müller, con figure umane sorridenti, fauna alpina, simboli artigianali e gastronomici e infrastrutture integrate nel paesaggio, conferiva all’insieme un equilibrio raro tra funzione informativa e suggestione estetica: una geografia trasformata in manifesto, ponte ideale tra l’oggettività della carta e la promessa del viaggio.
Otto Martin Müller, nato a Zurigo il 16 marzo 1913 e scomparso ad Affoltern am Albis il 30 novembre 2002, fu un artista e graphic designer svizzero specializzato in carte geo-pittoriche e illustrazioni. Dopo un apprendistato come litografo (1928-1929), si formò all’Istituto d’Arte Orell Füssli, dove subì l’influenza dell’Espressionismo tedesco e del Bauhaus. Dal 1934 lavorò come grafico freelance a Zurigo e, già dal 1937, ricevette importanti commissioni dallo Swiss Traffic Center, per il quale realizzò mappe di varie regioni svizzere, tra cui la prima grande mappa nazionale pubblicata nel 1941, oltre a quelle dedicate a Zurigo, ai Grigioni e al Ticino. Tra le sue opere più celebri spicca la “Cheese Map of Switzerland”, commissionata dalla Schweizer Käseunion e pubblicata in più edizioni tra il 1967 e il 1994. La sua produzione comprende anche la carta geo-pittorica della Sicilia del 1957 e la “Carta Ideografica d’Italia” del 1965, entrambe caratterizzate dalla stessa ricchezza di vignette e dal linguaggio visivo immediato e narrativo che contraddistingue l’intera sua carriera.









