Carta geografica di notevoli dimensioni che descrive il settore nord-occidentale dell’Italia e che mira – come recita il titolo – a porre in evidenza l’arco alpino e i passaggi montani tra Italia e Francia sottolineando quindi il valore strategico e politico di questa area di confine. Pubblicata a Parigi nel 1708 da Alexis Hubert Jaillot la mappa restituisce un paesaggio dettagliatissimo, con rilievi, corsi d’acqua, città, vie e confini politici il tutto coniugato alla raffinatezza estetica tipica della cartografia barocca francese. Questo dualismo si manifesta soprattutto nei due grandi cartigli posti sul margine destro della carta: in alto, il cartiglio del titolo; in basso, la scala delle distanze espresse in miglia d’Italia, di Francia, di Germania e di Spagna.
Il cartiglio del titolo e delle indicazioni editoriali è sormontato dal motto latino “Nec pluribus impar” (“Non inferiore a nessuno”), emblema personale di Luigi XIV, il Re Sole. Si tratta di una chiara dichiarazione di superiorità politica e culturale della monarchia francese, che risuona simbolicamente attraverso tutta la mappa. Ai lati, due putti alati reggono stemmi araldici: quello della Savoia e quello del Ducato di Milano, le due principali entità politiche rappresentate nella carta, quasi a sottolinearne il peso e l’influenza nello scacchiere geopolitico del tempo.
Uno sguardo più attento rivela nella parte alta del cartiglio una piccola ma significativa vignetta: vi si scorgono dei viandanti accompagnati da un mulo che faticosamente salgono lungo un sentiero alpino. Questa scena pastorale evoca la durezza e allo stesso tempo l’importanza dei collegamenti transalpini in un’epoca in cui i valichi montani erano vie di commercio, cultura e conflitti.
Anche la scala, collocata nell’angolo inferiore destro, è arricchita da elementi figurativi: due piccole figure umane sembrano arrampicarsi tra le rocce, mentre poco più in alto si notano alcuni stambecchi, animali tipici delle alte quote alpine. Questi dettagli, oltre ad aggiungere un tocco vivace e curioso alla composizione, confermano l’attenzione al paesaggio e alla vita montana.
La carta deriva dai disegni della celebre ditta Sanson, fondata da Nicolas Sanson (1600–1667), considerato il padre della cartografia francese moderna. Alla morte di Nicolas, l’attività fu proseguita dai suoi figli – Nicolas II, Adrien e Guillaume – e successivamente dal nipote Pierre Moullart Sanson. Nel 1670 entrò nella ditta anche Alexis Hubert Jaillot, incisore e scultore parigino, che divenne in seguito editore ufficiale della famiglia Sanson.
Alexis-Hubert Jaillot (1632-1712) insieme a Nicholas Sanson (1600-1667) inaugurò la grande epoca della cartografia francese quando nel 1672 dopo il disastroso incendio della casa editrice dei Blaeu la produzione cartografica passò gradualmente da Amsterdam a Parigi. Hubert Jaillot nacque in Franca Contea nella Francia orientale e si formò come scultore ma quando sposò la figlia dell’editore Nicholas Berey, si trovò nella posizione di ereditare una redditizia azienda di cartografia e stampa. Alla morte di Nicholas Sanson, il principale cartografo francese dell’epoca, Jaillot negoziò con i suoi eredi la ripubblicazione di gran parte del lavoro di Sanson. Pur non essendo un cartografo, l’accesso alle tavole di Sanson permise a Jaillot di pubblicare numerose mappe e atlanti con modifiche estetiche e aggiornamenti topografici. Come scultore e artista, le mappe di Jaillot erano particolarmente apprezzate per gli elaborati cartigli allegorici e che allo stesso tempo esaltavano le virtù del Re Luigi IV e i suoi trionfi militari e politici. Nel 1686 gli fu conferito il titolo di Geographe du Roi, che comportava un notevole prestigio e un importante stipendio annuale. (Jaillot fu uno degli ultimi cartografi francesi ad acquisire questo titolo infatti Luigi XV, una volta salito al trono, sostituì la carica con il titolo più prestigioso e singolare di Premier Geographe du Roi.) Jaillot morì a Parigi nel 1712 e gli succedettero il figlio Bernard-Jean-Hyacinthe Jaillot (1673 – 1739), il nipote Bernard-Antoine Jaillot (???? – 1749) e il cognato di quest’ultimo, Jean Baptiste-Michel Renou de Chauvigne-Jaillot (1710 – 1780).









