Cart 0

Les camps de concentration en Union Soviétique. “Jamais ça en France” Votez Socialiste S.F.I.O.

Autore

Dimensione

Anno

COD. ART.: 1561. Category: . Tags: , .

Raro e agghiacciante manifesto di propaganda anti-sovietica edito dalla sezione francese dell’unione internazionale dei lavoratori che mostra la rete dei “Gulag”, i campi di prigionia e di lavoro forzato nell’Unione Sovietica. La mappa, che raffigura l’intera Russia dal Mar Baltico allo Stretto di Bering, evidenzia con delle aree in rosso l’ubicazione e l’estensione dei campi di lavoro forzato: con il simbolo della falce e del martello si indicano i campi amministrati localmente, mentre i punti rossi rappresentano i campi sotto il controllo centralizzato. Il primo lavoro di “mappatura” dei gulag sovietici è attribuito ai soldati polacchi Sylvester Mora e Pierre Zwierniak, che per primi disegnarono una carta per accompagnare il loro libro del 1945 Sprawiedliwość Sowiecka (Giustizia Sovietica).
I Gulag furono creati immediatamente dopo la Rivoluzione Russa sotto l’amministrazione di Lenin, presero il nome dall’acronimo della frase russa “Direzione principale dei campi di lavoro correttivi” e nonostante fossero stati pensati per la generalità dei criminali, il sistema è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici dell’Unione Sovietica. Tutti gli occupanti vivevano in condizioni estremamente difficili, segnate da cibo povero, lavori pesanti e alta mortalità. Dopo la seconda guerra mondiale, le dimensioni e la brutalità del Gulag fornirono molte ragioni alla propaganda anti-sovietica durante la Guerra Fredda.

L’evoluzione della carta di Mora e Zwierniak avviene quando Isaac Don Levine pubblica nel suo “Plain Tank” un magazine anticomunista una nuova carta dei Gulag ispirata alla rappresentazione dei due soldati polacchi. Levine aggiunge alla carta anche una cruda immagine con bambini detenuti offrendo inoltre una ricompensa di 1000 dollari a chiunque potesse fornire prove della non veridicità della mappa come documento sulle misere condizioni dei prigionieri.
Nel 1947 AFL–CIO (l’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations) dopo la pubblicazione e alla denuncia di Plain Tank chiede all’Unesco di condurre un’indagine dalla quale però non risultò nulla di sostanziale; nel 1951 quindi l’AFL decide attraverso il suo comitato sindacale libero “Free Trade Union Committee (FTUC)” – un’entità segretamente finanziata dalla CIA – e con il supporto di Levine di aggiornare la mappa al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso la pubblicazione del nuovo documento nella celebre rivista Time del 17 Settembre di quell’anno.
Il notevole impatto della nuova mappa “Gulag’—Slavery, Inc.” non fu solo domestico infatti molte copie furono distribuite in più lingue sia in Europa che in America Latina. La carta fu inoltre utilizzata per mettere pubblicamente in imbarazzo il viceministro degli esteri sovietico Gromyko in una conferenza a San Francisco.

Questo particolare esemplare pubblicato nel 1951 dalla sezione francese dell’unione internazionale dei lavoratori aggiunge il motto “giammai in Francia” non risulta catalogato nell’OCLC, non è presente nelle maggiori collezioni sull’argomento e raramente è apparso sul mercato.


 900,00

Richiedi informazioni

Raro e agghiacciante manifesto di propaganda anti-sovietica edito dalla sezione francese dell’unione internazionale dei lavoratori che mostra la rete dei “Gulag”, i campi di prigionia e di lavoro forzato nell’Unione Sovietica. La mappa, che raffigura l’intera Russia dal Mar Baltico allo Stretto di Bering, evidenzia con delle aree in rosso l’ubicazione e l’estensione dei campi di lavoro forzato: con il simbolo della falce e del martello si indicano i campi amministrati localmente, mentre i punti rossi rappresentano i campi sotto il controllo centralizzato. Il primo lavoro di “mappatura” dei gulag sovietici è attribuito ai soldati polacchi Sylvester Mora e Pierre Zwierniak, che per primi disegnarono una carta per accompagnare il loro libro del 1945 Sprawiedliwość Sowiecka (Giustizia Sovietica).
I Gulag furono creati immediatamente dopo la Rivoluzione Russa sotto l’amministrazione di Lenin, presero il nome dall’acronimo della frase russa “Direzione principale dei campi di lavoro correttivi” e nonostante fossero stati pensati per la generalità dei criminali, il sistema è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici dell’Unione Sovietica. Tutti gli occupanti vivevano in condizioni estremamente difficili, segnate da cibo povero, lavori pesanti e alta mortalità. Dopo la seconda guerra mondiale, le dimensioni e la brutalità del Gulag fornirono molte ragioni alla propaganda anti-sovietica durante la Guerra Fredda.

L’evoluzione della carta di Mora e Zwierniak avviene quando Isaac Don Levine pubblica nel suo “Plain Tank” un magazine anticomunista una nuova carta dei Gulag ispirata alla rappresentazione dei due soldati polacchi. Levine aggiunge alla carta anche una cruda immagine con bambini detenuti offrendo inoltre una ricompensa di 1000 dollari a chiunque potesse fornire prove della non veridicità della mappa come documento sulle misere condizioni dei prigionieri.
Nel 1947 AFL–CIO (l’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations) dopo la pubblicazione e alla denuncia di Plain Tank chiede all’Unesco di condurre un’indagine dalla quale però non risultò nulla di sostanziale; nel 1951 quindi l’AFL decide attraverso il suo comitato sindacale libero “Free Trade Union Committee (FTUC)” – un’entità segretamente finanziata dalla CIA – e con il supporto di Levine di aggiornare la mappa al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso la pubblicazione del nuovo documento nella celebre rivista Time del 17 Settembre di quell’anno.
Il notevole impatto della nuova mappa “Gulag’—Slavery, Inc.” non fu solo domestico infatti molte copie furono distribuite in più lingue sia in Europa che in America Latina. La carta fu inoltre utilizzata per mettere pubblicamente in imbarazzo il viceministro degli esteri sovietico Gromyko in una conferenza a San Francisco.

Questo particolare esemplare pubblicato nel 1951 dalla sezione francese dell’unione internazionale dei lavoratori aggiunge il motto “giammai in Francia” non risulta catalogato nell’OCLC, non è presente nelle maggiori collezioni sull’argomento e raramente è apparso sul mercato.