Carta geografica intagliata in legno che mostra l’Italia, dalle Alpi a Napoli, tratta dall’opera “Cosmografia Universalis” di Sebastian Munster pubblicata a Basilea nel 1578. Si tratta di una delle prime mappe stampate dell’Italia settentrionale basata su dati contemporanei.
Tra le città evidenziate ci sono Roma, Venezia, Ferrara, Bologna, Milano, Padova, Verona con il lago di Garda, Genova, Firenze, Torino, Trento, Aquileia, Trieste. Viene mostrato anche il Mar Adriatico come “Adriaticum Mare”, e sono presenti isole come Corsica, Sardegna e Capraia. I rilievi montuosi sono disegnati in rilievo prospettico, le città sono evidenziate con edifici stilizzati, e i mari popolati da navi e creature marine.
L’orientamento verso sud nelle mappe di Münster non era casuale, ma il risultato diretto dei metodi moderni utilizzati nella loro produzione. Nel XVI secolo, i costruttori di strumenti, gli agrimensori e i geografi tedeschi utilizzavano il sole per determinare il nord e il sud. I compassi solari dell’epoca orientavano gli utenti verso l’equatore e le mappe derivate da misurazioni basate sull’osservazione solare condividevano questo orientamento.
In altre parole, l’orientamento meridionale di queste mappe regionali le contrassegna come il prodotto di un moderno rilievo scientifico, che soppianta l’eredità delle mappe trasmesse ai geografi del XVI secolo da Tolomeo gettando le basi per gli atlanti de cartografi successivi come Mercatore e Ortelius.
La Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1488-1552), stampata per la prima volta Basilea nel 1544 dall’editore Heinrich Petri, venne più volte aggiornata e aumentata di nuove carte geografiche e rappresentazioni urbane nelle sue numerose edizioni che arrivano all’inizio del secolo successivo. Münster aveva lavorato a raccogliere informazioni al fine di ottenere un’opera che non deludesse le aspettative e, dopo un’ulteriore pubblicazione in tedesco abbellita da 910 stampe su legno, giunse nel 1550 all’edizione definitiva in latino, illustrata da 970 silografie. Vi furono poi numerose edizioni in diverse lingue, fra cui latino, francese, italiano, inglese e ceco. Dopo la sua morte di Münster (1552), Heinrich Petri prima, e il figlio Sebastian poi, continuarono la pubblicazione dell’opera. La Cosmographia universalis fu uno dei libri più popolari e di successo del XVI secolo, e vide ben 24 edizioni in 100 anni: l’ultima edizione tedesca venne pubblicata nel 1628, molto tempo dopo la morte dell’autore. La Cosmographia conteneva non solo le ultime mappe e vedute di tutte le città più famose, ma anche una serie di notizie enciclopediche di dettagli relative al mondo conosciuto, e sconosciuto. Il particolare successo anche commerciale di quest’opera fu dovuto in parte alle belle incisioni (tra i cui autori si possono citate Hans Holbein il Giovane, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel).
Sebastian Münster (20 gennaio 1488 – 26 maggio 1552) è stato un cartografo, cosmografo, studioso di ebraico e umanista tedesco. Nacque a Ingelheim, vicino a Magonza, figlio di Andreas Munster. Completò i suoi studi all’Eberhard-Karls-Universität Tübingen nel 1518, dopo di che fu nominato all’Università di Basilea nel 1527. Come professore di ebraico, curò la Bibbia ebraica, accompagnata da una traduzione latina. Nel 1540 pubblicò un’edizione latina della “Geographia di Tolomeo”, che presentava i dati geografici del cartografo del II secolo integrati sistematicamente con mappe del mondo moderno. A questa seguì quella che può essere considerata la sua opera principale, la “Cosmographia”. Pubblicata per la prima volta nel 1544, fu la prima descrizione tedesca del mondo moderno. Sarebbe diventato il libro di riferimento per chiunque desiderasse sapere qualcosa su un luogo che fosse più lontano di un giorno di viaggio da casa. In preparazione al suo lavoro sulla “Cosmographia”, Münster contattò umanisti in tutta Europa e soprattutto all’interno del Sacro Romano Impero, arruolando colleghi per fornirgli mappe e vedute aggiornate dei loro paesi e città, con il risultato che l’opera contiene un numero incredibile di mappe che forniscono le prime raffigurazioni moderne delle aree che rappresentano. Münster, in quanto uomo religioso, non stava producendo una guida di viaggio. Il libro, prevedibilmente, si rivelò popolare e fu ripubblicato in numerose edizioni e lingue tra cui latino, francese, italiano e ceco. L’ultima edizione tedesca fu pubblicata nel 1628, molto tempo dopo la morte di Münster per peste nel 1552. Questo successo fu dovuto in parte alle sue affascinanti xilografie intagliate dai maestri come Hans Holbein il Giovane, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch e David Kandel. L’opera di Münster fu molto influente nel far rivivere la geografia classica nell’Europa del XVI secolo e nel fornire le basi intellettuali per la produzione di successive raccolte di opere cartografiche, come il “Theatrum Orbis Terrarum” di Ortelius. La sua produzione non geografica include il Dictionarium trilingue in latino, greco ed ebraico e il suo Vangelo ebraico di Matteo del 1537. La maggior parte del lavoro di Munster fu pubblicato dal suo figliastro, Henrichi Petri, e da suo figlio Sebastian Henrichi Petri.









