Esaurito

Carta Strategica della Lombardia alla scala di 1 a 200.000

La “Carta Strategica della Lombardia alla scala di 1 a 200.000”, stampata nel 1855 dallo stabilimento litografico dei fratelli Doyen, si presenta come una raffinata testimonianza della cartografia ottocentesca, concepita in un momento cruciale della storia politica e militare dell’Italia settentrionale. Montata su tela a stacchi, secondo una pratica destinata a favorirne l’uso sul campo e la consultazione ripetuta, la carta raffigura un territorio che all’epoca faceva ancora parte del Regno Lombardo-Veneto, entità statale dell’Impero asburgico destinata a dissolversi di lì a pochi anni con le guerre d’indipendenza.
Dal punto di vista cartografico, l’opera colpisce per la densità e la chiarezza delle informazioni. La scala di 1:200.000 consente una rappresentazione dettagliata del reticolo idrografico, dei rilievi e della rete viaria, articolata secondo una gerarchia funzionale ben leggibile: le Strade Ferrate, simbolo della modernità e del controllo strategico del territorio, le Grandi Strade di I° Ordine e le Strade Carrozzabili sono accuratamente distinte attraverso segni grafici e cromatici. La coloritura coeva all’acquerello, sobria ma efficace, non ha solo una funzione estetica, ma contribuisce a rendere immediatamente percepibili confini, corsi d’acqua e principali direttrici di comunicazione. Particolarmente significativa è anche l’indicazione delle poste e di alcune località teatro degli scontri del 1848, che conferisce alla carta una valenza dichiaratamente strategica e storica, trasformandola in uno strumento di lettura degli eventi bellici recenti oltre che in un supporto geografico.
Le scale riportate nell’angolo in basso a destra, espresse sia in Miglia di Piemonte (45 al grado) sia in Miglia d’Italia (60 al grado), riflettono la pluralità dei sistemi di misura in uso nella penisola prima dell’unificazione e testimoniano l’attenzione degli autori a un pubblico ampio e diversificato, composto da militari, amministratori e tecnici. In basso a sinistra compare la dicitura “Presso Gio. Batt. Maggi, Via di Po Torino”, mentre a destra si legge “Torino. Lit. F.lli Doyen”, a sottolineare la collaborazione tra editore e litografi e il ruolo centrale di Torino come polo editoriale e culturale del periodo.