Carta politico-amministrativa del Regno d’Italia colle linee ferroviarie e di navigazione

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Grande carta geografica dell’Italia pubblicata a Milano nel 1920 dall’Istituto Geografico De Agostini che mostra l’identità statale e delle sue recenti proiezioni imperiali all’indomani della Prima Guerra Mondiale.
La carta recepisce visivamente le storiche acquisizioni territoriali derivate dal conflitto contro l’Impero Austro-Asburgico: il Trentino, l’Alto Adige (con il confine spostato al Brennero), la Venezia Giulia, Trieste, l’Istria e Zara. È l’immagine della “Grande Italia” finalmente unificata nei suoi confini geografici naturali, ma è anche il ritratto di un Paese che sta affrontando la complessa transizione amministrativa e infrastrutturale verso la modernità del Novecento.

In alto a destra, la carta presenta un grande cartiglio contenente un’esaustiva legenda dei segni convenzionali. Questo apparato non solo distingue minuziosamente le gerarchie amministrative dello Stato (capitali, capoluoghi di provincia, di circondario e di mandamento), ma traccia con precisione le infrastrutture di trasporto, spina dorsale della nazione. Accanto alla fitta rete delle linee ferroviarie (principali, secondarie e in costruzione), spicca la ricchezza di informazioni dedicata alle vie di comunicazione marittime. Il Mediterraneo è solcato da una fitta trama di rotte navali e linee di navigazione transatlantiche e cabotiere con il relativo tempo di percorrenza espresso in giorni o ore, un dettaglio che trasforma la mappa in una vivida istantanea dell’efficienza logistica ed economica dell’epoca.

Il perimetro della composizione è interamente circondato da una sequenza araldica di decine di stemmi, rappresentanti i blasoni storici delle province del Regno d’Italia.
Questa scelta di sapore tradizionale assume qui una valenza squisitamente moderna e scientifica: associato a ciascuno stemma, infatti, viene riportato il numero degli abitanti della rispettiva provincia. La mappa unisce così la geografia politica alla demografia, offrendo a colpo d’occhio un censimento statistico visivo della popolazione italiana all’inizio degli anni Venti.

L’ambizione geopolitica dello Stato italiano e il consolidamento dei suoi possedimenti d’oltremare trovano esplicita celebrazione nei due grandi inserti cartografici ospitati nella parte inferiore della tavola, che dilatano i confini della nazione verso lo scacchiere africano:
– In basso a sinistra un ampio riquadro è dedicato alla Libia (comprendente la Tripolitania e la Cirenaica), colonia in cui l’Italia, dopo la guerra del 1911-12, stava faticosamente avviando le opere di pacificazione e di prima strutturazione cartografica e infrastrutturale.
– In basso a destra un secondo inserto descrive i territori delle storiche colonie dell’Africa Orientale Italiana, l’Eritrea e la Somalia, nodi nevralgici della presenza commerciale e militare italiana nel Corno d’Africa e lungo le rotte dell’Oceano Indiano.