Pubblicata a Rimini nel 1960, questa carta geografica della Campania non è soltanto uno strumento di orientamento, ma una vera e propria tavola illustrata che celebra il patrimonio monumentale e paesaggistico della regione. Lo stile grafico, tipico della produzione cartografica di metà Novecento, fonde la precisione tecnica con un gusto estetico che eleva l’oggetto da semplice mappa a opera decorativa.
Un Viaggio Illustrato
L’elemento di maggiore distinzione di quest’opera è la ricca cornice di vignette che cinge la mappa centrale. Queste piccole icone colorate, distribuite sui quattro lati, trasformano la consultazione in un percorso visivo tra le “meraviglie” campane:
Pompei ed Ercolano: Le vedute degli scavi archeologici enfatizzano il fascino dell’antichità che ancora oggi definisce l’identità storica della regione.
Capri e il Golfo di Napoli: Non mancano i riferimenti a uno dei più celebri panorami del mondo, con richiami ai Faraglioni e alla sagoma inconfondibile del Vesuvio, icone che sintetizzano il mito della “Dolce Vita” italiana.
Architetture Civili e Religiose: La selezione comprende anche il rigore artistico di cattedrali e abbazie, offrendo una panoramica che spazia dal periodo greco-romano fino alle epoche medievale e rinascimentale, suggerendo al viaggiatore dell’epoca un itinerario culturale completo.
Insieme all’importante apparato decorativo la carta mantiene una solida base cartografica con un rapporto di 1:250.000, una scala di media grandezza ideale per una visione d’insieme dell’intero territorio regionale, dalle coste tirreniche all’entroterra appenninico. Il corredo informativo è esauriente, distinguendo chiaramente la viabilità principale (autostrade e strade statali) dalla rete secondari. Il profilo altimetrico incluso nel riquadro esplicativo fornisce una rappresentazione sintetica del rilievo, fondamentale per comprendere la complessa orografia della regione, caratterizzata dal contrasto tra le pianure costiere e la dorsale montuosa dell’Appennino campano.
Bruno Ghigi (1918-2009) è stato una figura poliedrica nel panorama culturale romagnolo e nazionale. Oltre alla sua attività di cartografo e editore, con sede a Rimini, è stato un instancabile studioso della cultura popolare, del folclore e della storia locale. La sua produzione editoriale si è distinta per la cura grafica e per l’intento di rendere accessibile il patrimonio storico-geografico al grande pubblico. La sua dedizione alla valorizzazione del territorio lo ha portato a pubblicare numerosi volumi documentari, consolidando la sua reputazione di intellettuale attento alle tradizioni e alla memoria storica del nostro Paese.







