Rarissima carta geografica incisa da Francesco Agnelli e pubblicata a Milano nel 1710 che si focalizza sul territorio Milanese estendendosi fino a includere gli Stati di Venezia e i Ducati di Mantova, Parma e Modena. La rappresentazione, tipica del primo Settecento, unisce finalità politiche, amministrative e topografiche includendo una ricca toponomastica con città, borghi, monasteri, fiumi e valichi alpini tutti meticolosamente riportati. Un elemento cartografico di particolare rilievo è il corso del fiume Po, chiaramente delineato nel suo percorso, che fungeva da arteria vitale per i commerci e da confine naturale tra le diverse entità politiche.
La grande mappa si basa, come riportato nel cartiglio, sulla precedente opera “L’Etat de Milan divise en Principale Parties… ” pubblicata dal cartografo francese Jean-Baptiste Nolin nel 1706. Questo riferimento sottolinea la circolazione delle conoscenze geografiche e l’adattamento di opere straniere al contesto italiano. All’inizio del XVIII secolo, lo Stato di Milano si trovava in una fase di transizione geopolitica. Da lungo tempo sotto il dominio spagnolo, il Ducato stava per passare sotto l’influenza austriaca in seguito alla guerra di successione spagnola, culminata con il trattato di Utrecht (1713). La carta documenta quindi un momento cruciale di trasformazione nella geografia politica dell’Italia settentrionale.
Federico Agnelli fu il capostipite di una famiglia di tipografi milanesi, che per quasi tre secoli tennero bottega in Santa Margherita. Federico fu incisore, calcografo e tipografo: nacque a Milano nel 1626 e vi morì nel 1702. A Federico succedettero nella direzione della tipografia il figlio Francesco (1665-1739) e i nipoti Antonio (1719-1750), Pasquale (1761-1839) e Pietro (1814-1879). Il più prolifico e talentoso incisore fu Francesco la cui produzione comprende una vasta gamma di soggetti, dalle immagini religiose e devozionali ai ritratti, dalle vedute topografiche alle carte geografiche.









