Questa affascinante carta geografica, incisa nel 1838 per l’opera “Il fiore di Venezia” pubblicata da Tommaso Fontana, rappresenta un tentativo di sintesi storica e geografica del territorio veneto. Il titolo, in basso a destra, chiarisce immediatamente l’intento scientifico dell’autore: tracciare un profilo della Venezia terrestre e marittima che metta in dialogo le epoche etrusca e romana con la realtà ottocentesca. L’elemento di maggiore interesse analitico risiede nella gestione della toponomastica, concepita come una vera e propria stratigrafia storica. Fontana utilizza il toponimo come indicatore cronologico, guidando il lettore attraverso una nota esplicativa inserita nel cartiglio stesso. Qui viene specificato che la mancanza di un corrispettivo nome latino per un determinato centro abitato ne attesta l’origine posteriore alle epoche classiche, trasformando la carta in uno strumento di datazione comparata. Questo rigore filologico permette di distinguere a colpo d’occhio le antiche fondazioni romane dalle evoluzioni urbanistiche medievali e moderne, offrendo una visione dinamica della colonizzazione del territorio.
In alto a sinistra una legenda intitolata “Segni delle strade e dei fiumi”permette di discernere tra le vie di comunicazione e i corsi d’acqua appartenenti all’antichità e quelli di formazione moderna.
Carta della Venezia terrestre e marittima alle epoche etrusche e Romane col confronto dello Stato Presente
- Autore: Tommaso Fontana
- Dimensione: 35 x 45 cm
- Luogo di stampa: Venezia
- Anno: 1838









