Raro manifesto di propaganda intitolato Основни строителни обекти през осмата петилетка“ (“Principali opere edili durante l’ottavo piano quinquennale”) che mostra una mappa stilizzata della Bulgaria con in evidenza i nomi di varie città come Sofia, Plovdiv, Varna, Burgas, Ruse, ecc. (è riportato anche il toponimo di “Толбухин” (Tolbukhin), nome che la città di Dobrich ha portato fino al 1990) sedi dei più importanti progetti infrastrutturali e industriali previsti nel periodo del VIII piano quinquennale (1981-1985). Il poster utilizza uno stile grafico propagandistico tipico dell’epoca socialista, con la mappa in bianco su sfondo rosso e vignette schematiche a rappresentare fabbriche, centrali, industrie e infrastrutture in costruzione.
L’obiettivo del manifesto era celebrare il progresso economico e industriale della Bulgaria socialista sotto il Partito Comunista, rafforzando la fiducia nei piani economici centralizzati.
Nella parte inferiore destra una legenda aiuta a interpretare i diversi tipi di infrastrutture rappresentate: in rosso i gasdotti costruiti e quelli da completare indicati dalla linea tratteggiata; in giallo le autostrade in progetto e in arancione le autostrade completate e quelle in fase di ultimazione.
Lo stile di questo manifesto è un classico esempio della grafica socialista dell’Europa dell’Est degli anni ’80 che si caratterizza per i colori vivaci e simbolici: come il rosso (il più importante, simbolo del socialismo), blu, verde e giallo, immagini semplici e geometrici e l’assenza di personaggi che permetteva di concentrare l’attenzione sugli obbiettivi della propaganda piuttosto che sulle persone.
La carta venne pubblicata nel 1980 dall’editore Д.И. СЕПТЕМВРИ, una delle principali case editrici della Bulgaria socialista specializzata in pubblicazioni di propaganda politica e materiali educativi.
L’ottavo piano quinquennale (1981-1985) della Bulgaria socialista mirava a un’espansione industriale e infrastrutturale significativa, in linea con la politica economica dell’URSS. Tuttavia, come in molte economie pianificate, molti di questi progetti rimasero incompleti o non ebbero l’impatto previsto, contribuendo al declino economico che portò alla fine del regime comunista nel 1989.









