Esaurito

Bergamasque Cremasque et Bressan

Carta geografica incisa all’acquaforte con ripasso al bulino raffigurante i territori di Brescia, Bergamo e Crema tratta dalla poco nota opera storico-geografica intitolata “Parallela Geographica” di Philippe Briet edita a Parigi nel 1648 presso la tipografia dei fratelli Cramoisy.
L’opera del Briet aveva il compito di presentare, in comparazione, i risultati raggiunti dalle due geografie, l’antica e la moderna: tra le fonti cartografiche antiche citate troviamo Strabone, Tolomeo, Plinio ed Eraclito; mentre per quanto concerne i cartografi moderni, oltre all’Ortelius, a Magini, Botero, Mercator e Cluverius, trovano ampio spazio Flavio Biondo e Leandro Alberti, le cui suddivisioni dell’Italia in regioni (18 per il Biondo e 19 per l’Alberti) sono tenute dall’autore in gran considerazione.
Per quanto riguarda l’aspetto prettamento scientifico-geografico, data la particolare natura dell’opera di provenienza, il posizionamento sul territorio dei centri urbani non è per le esigenze del viaggiatore o del viandante, ma risulta realizzato come semplice “nota geografica”, una sorta di doverosa citazione senza pretese escursionistiche; di contro troviamo un eccellente apparato fluviale con la sorgente dell’Oglio, i piccoli laghi montani e i fiumi minori. L’orografia risulta solo abbozzata anche se le valli (“Val de Camonica”, “Val de Randena”, “Val Sabio” e “Val Trompia”) sono ben evidenziate.

Philippe Briet (1601-1668) fu un gesuita, geografo e cartografo francese nato ad Abbeville. Entrato nella Compagnia di Gesù, si dedicò a studi teologici, astronomici e linguistici, distinguendosi soprattutto in geografia. La sua opera sintetizza un secolo di scoperte geografiche, enfatizzando il ruolo delle missioni gesuitiche. I suoi scritti, spesso firmati come “Philippus Brietus”, univano rigore scientifico, citazioni sacre e riflessioni morali, rendendolo un geografo “atipico” ma emblematico del connubio tra fede e sapere tipico dell’Ordine.Attivo principalmente tra il 1640 e il 1655, produsse opere cartografiche significative come la Palestinae Delineatio (1641), l’atlante storico Parallela geographiae veteris et novae (1648-49) e il Theatre geographique d’Europe (1649). Spiccano le mappe del Giappone (Royaume de Iapon, 1650) e del Sud India, realizzate durante l’isolamento del Giappone (dopo il 1640), che divennero riferimenti per cartografi successivi come Delisle e Homann. La sua produzione riflette la missione gesuitica di unire progresso umano e spirituale, orientata alla “maggior gloria di Dio”. Morì nel 1668, lasciando un’eredità che collegava esplorazione, fede e cultura nel contesto controriformista.