La raffinata brochure pieghevole intitolata “XVII Giochi Olimpici di Roma”, commissionata da Banca Nazionale del Lavoro e realizzata nel 1960 dalla litografia Sigla di Genova, rappresenta uno degli esempi più raffinati di comunicazione visiva legata ai Giochi Olimpici. L’opera, firmata da Heinrich C. Berann, si presenta come una suggestiva mappa panoramica a volo d’uccello, capace di coniugare precisione topografica e straordinaria qualità pittorica. L’illustrazione partendo da una Roma ricca di dettagli monumentali e risalendo lungo la costa laziale fino a raggiungere l’ampio orizzonte del Golfo di Napoli guida l’osservatore attraverso il cuore pulsante delle Olimpiadi. Le sedi delle varie discipline olimpiche sono evidenziate con maestria: dalle strutture monumentali del Foro Italico e dell’EUR fino alle acque campane destinate alle gare di vela. Ogni zona di gara è identificata da numeri romani che rimandano a una legenda posta nella parte inferiore, creando un legame visivo diretto tra il tessuto urbano e l’evento sportivo globale. Al verso del pieghevole è presente il programma dettagliato delle gare, che completa la funzione pratica dell’oggetto, rendendolo al tempo stesso guida, ricordo e strumento promozionale.
Heinrich C. Berann (1915–1999) è stato uno dei più importanti cartografi artistici del Novecento. Nato a Innsbruck, in Austria, si formò inizialmente come pittore, sviluppando presto un linguaggio personale che fondeva arte e rappresentazione geografica. Durante la sua carriera, Berann perfezionò la tecnica delle mappe panoramiche tridimensionali, caratterizzate da prospettive aeree idealizzate e da un uso magistrale del colore e della luce, capaci di rendere leggibili territori complessi con immediatezza e fascino estetico.
Dopo i primi riconoscimenti negli anni Trenta, la sua fama crebbe a livello internazionale grazie alle collaborazioni con enti turistici, istituzioni governative e organizzazioni scientifiche. Tra i suoi lavori più celebri figurano le mappe per il National Park Service degli Stati Uniti, nonché le rappresentazioni panoramiche di regioni alpine e aree naturali protette. Negli anni Sessanta e Settanta collaborò anche con la NASA, contribuendo alla visualizzazione artistica di paesaggi planetari, inclusi quelli della Luna e di Marte, dimostrando la versatilità del suo approccio.









