Stampata a Genova nel 1950, questa brochure pieghevole a trittico costituisce uno dei più raffinati esempi di cartografia turistica del dopoguerra italiano. La parte centrale è interamente occupata da una grande veduta panoramica del Lago di Garda eseguita secondo la tecnica della “bird’s eye view”, la cifra stilistica inconfondibile di Heinrich C. Berann. L’osservatore è collocato idealmente a sud-ovest, alle spalle di Mantova, e lo sguardo risale verso nord abbracciando l’intera distesa lacustre: dall’anfiteatro morenico di Desenzano e Sirmione in primo piano, attraverso la strozzatura centrale tra Salò e Gardone a occidente e Bardolino a oriente, sino alla gola alpina che comprime il bacino in prossimità di Riva del Garda e Torbole. L’asse del lago è lievemente ruotato rispetto al nord geografico — procedimento tipicamente beranniano — per massimizzare la leggibilità dello specchio d’acqua e conferire alla composizione un senso di monumentale ampiezza. Il blu intenso e cangiante del Garda, punteggiato da riflessi dorati, catalizza immediatamente l’attenzione dello spettatore, mentre le valli laterali si aprono con una chiarezza quasi didattica, senza mai sacrificare la bellezza pittorica alla precisione topografica.
La composizione è incorniciata da due pannelli laterali verticali, disposti ai margini del trittico come le ante di un polittico rinascimentale, ciascuno ornato da cartigli baroccheggianti, in perfetta sintonia con il gusto dell’illustrazione turistica mitteleuropea degli anni Quaranta e Cinquanta. Questi pannelli elencano, a mo’ di guida sintetica, le principali località delle due sponde: a sinistra, la riva bresciana con Gardone Riviera, Salò, Gargnano, Toscolano-Maderno, Limone, Desenzano, Sirmione, Peschiera e Lazise; a destra, la riva veronese e trentina con Riva, Torbole, Malcesine, Brenzone, Torri del Benaco e Bardolino.
Agli angoli dei pannelli laterali — quattro vignette di sapore quasi pittorico — Berann inserisce scorci prospettici delle destinazioni più celebri.
In cima al foglio centrale, un cartiglio dorato sostenuto da cornucopie traboccanti di agrumi — limoni e arance, simbolo della riviera gardesana — reca il titolo dell’opera: LAGO DI GARDA / NELLA GHIRLANDA DELLE CITTÀ / TRENTO · BRESCIA · MANTOVA · VERONA.
Heinrich Caesar Berann (1915-1999) fu pittore e cartografo austriaco, celebre per aver raggiunto la fama mondiale con le sue mappe panoramiche che univano la cartografia moderna alla pittura classica europea. È unanimemente considerato il padre della moderna mappa panoramica.
La sua tecnica si fonda su un sistema collaudato di distorsioni creative e calibrate: Berann applicava esagerazioni verticali dei rilievi, apriva visivamente le valli compresse, enfatizzava laghi e specchi d’acqua con riflessi di luce per attrarre l’occhio dello spettatore, e faceva largo uso di nuvole sull’orizzonte per creare effetti di punto di fuga o bilanciare la composizione. In questa veduta gardesana tutti questi elementi sono presenti con rara coerenza: la catena alpina settentrionale è vistosamente esaltata in altezza per esaltare il contrasto tra la pianura padana e il mondo alpino, i cieli sfumano da un celeste terso al verde-azzurro dell’orizzonte nebbioso e i colori, apparentemente vivacissimi, si fondono a distanza normale in toni naturali di grande armonia.
La sua carriera prese avvio nel 1934 con la vittoria di un concorso per la realizzazione di una mappa panoramica della Großglockner Hochalpenstraße, strada alpina di nuova apertura in Austria. Usando il proprio patrimonio artistico e tecniche scoperte autonomamente, inventò un nuovo modo di rappresentare i paesaggi a scopo turistico.
Nel corso della sua carriera realizzò oltre cento mappe, tra cui le opere per i Giochi Olimpici estivi e invernali — Cortina 1956, Roma 1960, Innsbruck 1964 e 1976, Sarajevo 1984, Nagano 1998 — le mappe delle stazioni sciistiche dei principali comprensori europei e una lunga collaborazione con il National Geographic, per il quale produsse capolavori come la veduta del Monte Everest (1962), il fondo oceanico del Pacifico (1969) e una mappa delle Alpi (1985). Tra i lavori più tardi figurano quattro vedute panoramiche per il National Park Service degli Stati Uniti, dedicate a Yosemite, Yellowstone, North Cascades e Denali.
La sua produzione italiana è ricca e documentata: oltre al Lago di Garda, Berann realizzò mappe per la Provincia di Mantova, per Cortina e le Dolomiti Bellunesi, per Sestriere, per la Riviera Adriatica di Romagna, per l’Aquilano e per numerose altre destinazioni. Dal 1952 visse nella sua casa nel villaggio di montagna di Lans, vicino a Innsbruck, dove rimase sino alla morte.
In questa brochure del 1950 il suo stile è già pienamente maturo: la tavolozza calda e luminosa, la maestria nel rendere le texture dei vigneti e degli oliveti sulle colline moreniche, la transizione impercettibile tra la precisione topografica del piano e la libertà pittorica del cielo e delle vette alpine — tutto concorre a fare di questo documento non soltanto uno strumento di promozione turistica, ma una vera e propria opera grafica, degna di figurare accanto ai migliori esempi della cartografia illustrata del Novecento europeo.







