Raffinata veduta di Piazza San Marco a Venezia animata in primo piano da diverse gondole che solcano le acque del Bacino di San Marco, cariche di passeggeri e gondolieri intenti nella navigazione quotidiana. A sinistra, la prospettiva si apre sull’elegante facciata della Libreria Marciana, mentre al centro svetta imponente il Campanile di San Marco. Sulla destra, la mole gotica di Palazzo Ducale con il suo caratteristico colonnato e il rivestimento a rombi in pietra d’Istria domina la scena. A incorniciare la composizione, si ergono le due colonne della Piazzetta, una sormontata dal Leone alato, simbolo della Serenissima, e l’altra dalla statua di San Teodoro. Sullo sfondo, la Basilica di San Marco si intravede con le sue cupole, mentre la città si distende con campanili e architetture che evocano il fascino e la vitalità di Venezia nella metà del XIX secolo. Litografia eseguita molto probabilmente da Marco Moro e pubblicata nel 1850 circa Bella coloritura d’epoca a gouache con margini a tempera. Tracce di antica incorniciatura e segni del tempo con qualche strappetto nei margini.
Marco Moro (1817-1885) Dopo aver mostrato sin da giovane una spiccata inclinazione per il disegno, si trasferì a Venezia, dove si formò come pittore e litografo, affermandosi rapidamente grazie alla padronanza delle tecniche di stampa e alla sua abilità nel restituire con precisione e sensibilità gli scorci della città lagunare. Nel corso della sua carriera, Moro realizzò numerose vedute, illustrazioni di libri e stampe di vario genere, distinguendosi per l’uso sapiente del colore e per la capacità di cogliere l’atmosfera della Serenissima. La sua prolifica attività si estese a diverse aree del Veneto e oltre, con la creazione di album dedicati a Trieste, Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Mantova e al Feltrino. Fu apprezzato anche da intellettuali come Ippolito Nievo, che in una lettera del 1857 espresse l’intenzione, poi non realizzata, di servirsi dei disegni di Moro per illustrare una sua novella. L’artista si spense a Venezia il 25 febbraio 1885 lasciando una vasta produzione di vedute, scene di cronaca e tavole sciolte, oggi conservate in numerosi musei e collezioni private.









