America Meridionale

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Carta geografica dell’America Meridionale tratta dal non comune “Atlante di geografia moderna ad uso dei ginnasi del Regno Lombardo Veneto” curato dal geografo e astronomo Giovanni Marieni pubblicato a Milano nel 1833 dall’Imperiale Regia Stamperia.
Nella mappa si notano affascinanti dinamiche geopolitiche e toponomastiche figlie dell’epoca:

La frammentazione post-coloniale: L’area settentrionale reca la dicitura di Nuova Granata, Venezuela e Quito, aree reduci dal recente collasso (avvenuto tra il 1830 e il 1831) della Grande Colombia di Simón Bolívar.

L’Impero del Brasile: La vasta porzione centrale e orientale è occupata dal colossale Governo del Brasile (diventato Impero indipendente nel 1822), diviso internamente in capitanerie o province storiche (Para, Maranhao, Pernambuco, Bahia, San Paolo).

L’Alto Perù e il Sud: La regione centro-andina mostra la transizione tra l’Alto Perù (la neonata Bolivia) e il Perù propriamente detto. Più a sud, l’Argentina è indicata con le diciture storiche di Provincie Unite del Rio della Plata e Paese dei Pampas o Buenos-Ayres, a testimonianza di un’identità statale ancora in corso di consolidamento.

La carta è completata in basso a sinistra da un inserto che focalizza l’attenzione su una porzione di mondo geograficamente estrema e allora quasi interamente avvolta dal mito e dai ghiacci: le aree insulari sub-antartiche e l’estrema propaggine meridionale dell’Atlantico del Sud come La Terra del Fuoco e lo Stretto di Magellano.
Le Isole Falkland: Indicate con la duplice nomenclatura politica e storica “I. Falkland o di Maluine”. Proprio nel 1833, anno di stampa di questa mappa, il Regno Unito riaffermò con la forza la propria sovranità sulle isole, aprendo una disputa geopolitica con l’Argentina che dura ancora oggi.
Le Scoperte Antartiche Recenti: Spingendosi ancora più a oriente e a sud, il riquadro mostra la Terra di Sandwich, la Georgia del Sud e, soprattutto, le “I. Shetland del Sud” (South Shetland Islands). Questo arcipelago, situato a ridosso della penisola antartica, era stato scoperto soltanto nel 1819 dal capitano britannico William Smith.

Proprio negli anni a ridosso della pubblicazione di questa mappa (1833), l’America Meridionale era teatro di cruciali spedizioni scientifiche. Nel dicembre del 1831, la nave britannica HMS Beagle, con a bordo un giovane Charles Darwin e il capitano Robert FitzRoy, era salpata per mappare dettagliatamente le coste meridionali del continente (Patagonia, Terra del Fuoco e isole Falkland). I dati di tali rilevamenti britannici non erano ancora pienamente recepiti o integrati nella cartografia continentale della stamperia milanese, rendendo questa mappa un perfetto “fermo-immagine” dello stato delle conoscenze eurocentriche immediatamente precedente alla rivoluzione scientifica darwiniana.

La storia dell’Imperiale Regia Stamperia di Milano è strettamente connessa alla presenza austriaca in Lombardia. Fondata nel 1761 per volontà di Maria Teresa d’Austria, l’Imperiale Regia Stamperia di Milano rappresentò per quasi un secolo l’eccellenza tipografica dello Stato. Durante il periodo asburgico, la stamperia era l’organo ufficiale deputato alla pubblicazione di leggi, editti e testi scolastici approvati dal governo austriaco. Grazie alla collaborazione con tecnici, incisori e geografi legati agli istituti scientifici imperiali, la stamperia contribuì alla diffusione di una produzione editoriale di elevata qualità tipografica e scientifica. Con le Cinque Giornate di Milano e i successivi moti risorgimentali, la stamperia perse il suo carattere “imperiale”, trasformandosi progressivamente in Stamperia Reale dopo l’Unità d’Italia.