Rara e grande carta geografica della pianura padana e delle regioni circostanti disegnata da Giacomo Solari e incisa all’acquaforte da Gaetano Bianchi e Simone Durello su tre fogli uniti. La carta, pubblicata a Milano nel 1702 durante le fasi iniziali della Guerra di Successione Spagnola (1701-1714), si configura come una mappa militare: il titolo lo indica chiaramente Teatro della Guerra” e la rappresentazione corrisponde ai territori che furono teatro di operazioni e battaglie. La nota “privilegio che persona non possa ristamparlo” indicata nel cartiglio sottolinea la valenza ufficiale e propagandistica della mappa al servizio dell’autorità governativa. Questa clausola non è un semplice diritto d’autore, ma un atto di stato volto a proteggere un documento considerato una risorsa strategica. La sua riproduzione incontrollata avrebbe potuto significare la diffusione di informazioni geografiche sensibili, potenzialmente utili ai nemici.
L’anno 1702 segna un momento di profonda instabilità politica in Europa con lo scoppio della Guerra di Successione Spagnola. La morte senza eredi del re di Spagna Carlo II nel 1700 aveva scatenato un conflitto per il controllo dell’immenso impero spagnolo tra i pretendenti di Francia (la dinastia dei Borbone) e di Austria (la dinastia degli Asburgo). Il Ducato di Milano, pur essendo sotto dominio spagnolo, era geograficamente incastonato tra i territori della Francia e dell’Austria, diventando inevitabilmente uno dei fronti più caldi del conflitto.
Già nel 1701, le campagne del Principe Eugenio di Savoia, al comando delle forze austriache, avevano interessato l’Italia settentrionale, rendendo la regione un vero e proprio “teatro” di guerra. La mappa è, dunque, un documento di stretta attualità, prodotto in un momento di grande urgenza strategica e informativa per gli attori militari e politici del Ducato di Milano.
Da un punto di vista cartografico si nota un attento studio da parte del Solari della rete fluviale con in evidenza il fiume Po, che attraversa l’intera mappa, e i suoi affluenti principali come l’Adda, il Ticino, l’Adige e il Mincio, tutti disegnati con meticolosità . Anche i grandi laghi prealpini come il Lago di Garda e il Lago di Como sono rappresentati con notevole dettaglio. Questa precisione non è un semplice esercizio di correttezza geografica, ma un elemento di ingegneria militare. I fiumi e i laghi costituivano barriere naturali, vie di rifornimento e punti nevralgici per il movimento delle truppe, in particolare i ponti e i guadi. Le competenze di Solari in fortificazioni e logistica militare spiegano inevitabilmente la focalizzazione sull’accurata rappresentazione di questi elementi, considerati vitali per la gestione di un conflitto armato.
Infine, la topografia e la toponomastica della mappa mostrano una densità elevata di nomi di luogo, che include città fortificate come Milano, Piacenza, Mantova e Verona, insieme a numerosi centri abitati minori. Questa ricchezza di dettagli toponomastici non è casuale, ma è un riflesso della volontà di fornire un quadro il più possibile completo del territorio. Il “teatro della guerra” è definito dalla presenza di questi nodi strategici. La mappa, pertanto, non serviva solo a localizzare posizioni, ma a individuare i potenziali obiettivi militari, le guarnigioni nemiche e le vie di comunicazione tra di esse, fornendo una panoramica essenziale per gli ufficiali che dovevano gestire un conflitto su larga scala.
Una variante nota e altrettanto rara (qui un esemplare in catalogo), datata circa 1720 o 1733, sostituisce il cartiglio in basso a destra con l’estensione territoriale verso Ferrara e la valle di Comacchio. Ciò suggerisce una riedizione commerciale, priva forse dell’enfasi propagandistica iniziale.
Teatro della guera dedicato al ré nostro signore dal Te. colonello Giacomo Solari
- Autore: Gaetano Bianchi, Giacomo Solari, Simone Durello
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- Anno: 1702
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