Esaurito

Carte du Theatre de la Guerre en Italie

Rara carta geografica che mostra la porzione di Italia settentrionale durante la seconda guerra di Indipendenza concepita e stampata a Strasburgo nel 1859 da Frédéric-Émile Simon, un nome che brilla nel panorama dell’editoria e della cromolitografia europea grazie alle sue innovazioni nella stampa a colori.
In basso a sinistra i dati editoriali sottolineano l’utilizzo dei “migliori documenti francesi e tedeschi” e accreditano alla carta un’obiettività scientifica, posizionandola come uno strumento di informazione “neutrale” in un’Europa agitata dal conflitto. La data, “Julliet 1859”, è cruciale: siamo appena dopo la decisiva Battaglia di Solferino, nel pieno della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana, e la mappa è concepita per un pubblico europeo avido di dettagli sui movimenti delle truppe e sugli schieramenti.
A fianco del titolo, spicca una deliziosa e pittoresca veduta del Duomo di Milano. La presenza del Duomo, simbolo iconico della città di Milano, ha una valenza squisitamente politica. Milano era la capitale del Regno Lombardo-Veneto, sotto il controllo dell’Impero Austriaco. Per la Francia di Napoleone III, alleata del Regno di Sardegna nella guerra, Milano rappresentava l’obiettivo principale, la preda da “liberare” dal giogo asburgico. Inserire una veduta del Duomo sulla mappa del teatro di guerra era un modo per indicare visivamente al pubblico francese, e a quello europeo, il traguardo ideale e militare del conflitto. È una promessa e un simbolo della vittoria che la Francia si apprestava a cogliere.
In basso al centro, un altro elemento fondamentale: un inserto che mostra una mappa del “Le Quadrilatère”, centrata sulla zona del basso Lago di Garda e del fiume Mincio. Il Quadrilatero austriaco (Peschiera, Verona, Mantova, Legnago) era il sistema difensivo più formidabile d’Europa, la spina dorsale del potere asburgico in Italia. La mappa di Simon è molto precisa: oltre all’orografia, distingue le strade maestre, le strade ferrate (le prime in Italia!), i corsi d’acqua e i punti fortificati, con una nitidezza che non teme confronti. Inserire questo dettaglio proprio nel “Théâtre de la Guerre” era indispensabile per comprendere le operazioni militari di quell’estate del 1859, che culminarono nella sanguinosa battaglia di Solferino, combattuta proprio a ovest del Mincio. Per il lettore dell’epoca, questa mappa era lo strumento per seguire l’avanzata degli eserciti alleati contro la roccaforte nemica.

Frédéric-Émile Simon (1805–1886) è stato uno dei più illustri rappresentanti della dinastia di litografi-editori Simon a Strasburgo. Sebbene il padre Frédéric Sigismond avesse fondato la ditta, fu Émile a portarla all’apice del successo, guadagnandosi il titolo di “E. Simon fils” e, soprattutto, quello di “Premiata” alle esposizioni internazionali. La sua bravura risiedeva non solo nella precisione tecnica, ma nella padronanza artistica della cromolitografia, la tecnica di stampa a colori da pietre litografiche. Simon fu un pioniere nel perfezionare la resa delle sfumature e dei dettagli, superando i limiti della litografia monocromatica. Le sue mappe sono celebrate per la pulizia del tratto e l’eleganza dell’uso del colore, che non è mai mera decorazione, ma uno strumento per veicolare informazioni orografiche e geopolitiche in modo chiaro e immediato. Il suo laboratorio in rue du Dôme 14 divenne un centro d’eccellenza che influenzò la cartografia e l’illustrazione in tutta Europa, rendendo Strasburgo un faro dell’arte litografica del XIX secolo.