Raffinata carta geografica disegnata da Pierre Duval che mostra le regioni del Piemonte e del Monferrato in un periodo in cui queste terre erano al centro delle tensioni politiche e strategiche tra la Francia e l’Italia settentrionale. Il titolo stesso sottolinea l’interesse francese per i “passages” alpini, vale a dire le vie di comunicazione strategiche tra la Francia e la penisola italiana, cruciali sia per motivi militari che commerciali. La mappa è tratta dalla rara raccolta “Cartes de géographie les plus nouvelles et les plus fidèles avecque leurs divisions régulières, qui marquent les bornes des états selon les derniers traités de paix”, una delle opere più importanti della cartografia francese dell’epoca, pubblicata a Parigi nel 1677.
L’incisione è di pregevole fattura: i rilievi alpini sono resi con tratteggi in chiaroscuro che conferiscono tridimensionalità alla morfologia del territorio. Le frontiere sono evidenziate da sottili coloriture a mano (verdi, gialle e ocra), seguendo l’uso dell’epoca per distinguere i confini politici. Numerosi centri abitati, corsi d’acqua e catene montuose sono minuziosamente nominati, con particolare attenzione alle città principali come Turino, Asti, Alessandria e Cuneo.
L’orientamento della mappa è verso nord, con una scala in “lieues communes de France” e “milles d’Italie” visibile in alto a destra, utile per comprendere la duplice scala di riferimento impiegata per l’interpretazione transfrontaliera. L’intera carta è incorniciata dal margine graduato con l’indicazione di longitudine e latitudine.
Pierre Duval (1618–1683) fu uno dei più eminenti cartografi francesi del Seicento. Nipote e allievo del celebre Nicolas Sanson, considerato il “padre della cartografia francese”, Duval ne seguì le orme contribuendo alla diffusione di un modello cartografico moderno, più preciso e razionale. Nominato “Géographe ordinaire du Roy” da Luigi XIV, Duval ebbe un ruolo cruciale nella produzione di carte politiche e geografiche che riflettevano la visione geopolitica della monarchia francese. Le sue carte si distinguono per unire l’eleganza grafica con un deciso rigore scientifico.









