Repubblica Italiana

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Curiosa piccola carta geografica focalizzata sull’Italia centro-settentrionale, incisa ad acquaforte con ripasso al bulino per le diciture pubblicata dalla celebre stamperia di Pirotta e Marengo (attivi in quel periodo in via Santa Radegonda). L’orografia è resa prospetticamente con il classico sistema a “mucchi di talpa”, mentre l’idrografia descrive i corsi del Po e dei suoi affluenti (Adda, Ticino, Oglio, Mincio, Secchia, Panaro), i grandi laghi prealpini e il bacino ligure-adriatico. In alto a destra, entro un sobrio cartiglio lineare a duplice filetto, dalla celebre stamperia di Pirotta e Marengo (attivi in quel periodo in via Santa Radegonda). il titolo: Repubblica Italiana.

Le strade postali e le principali direttrici commerciali sono tracciate con nette linee continue, punteggiate dai nodi urbani delle stazioni di posta e delle città (contrassegnate da piccoli cerchi). Spicca la centralità di Milano, capitale della Repubblica, da cui si irradiano i collegamenti verso la Svizzera (attraverso il Sempione e Chiavenna), il Tirolo, il Piemonte e l’Emilia. Questa marcata enfasi sulle infrastrutture viarie riflette perfettamente l’ideologia illuminista e l’esigenza militare e amministrativa dell’epopea napoleonica: mappare il territorio significava anzitutto possederlo, collegarlo e renderlo rapidamente percorribile per gli eserciti e le merci.

I confini politici dell’effimero Stato sono delineati includendo la Lombardia, l’ex Veneto veneziano (fino al fiume Adige), i territori di Modena, Reggio, Ferrara, Bologna e la Romagna, lambendo il “Parmegiano”, la “Toscana” e il “Genovesato”.

Il contesto storico: l’effimera Repubblica Italiana (1802-1805)
Questa piccola carta riveste un’importanza storica e documentaria molto interessante a causa del suo preciso e limitato orizzonte cronologico. La Repubblica Italiana fu un organismo statale di brevissima durata, racchiuso tra il 26 gennaio 1802 (quando i deputati della Repubblica Cisalpina, riuniti a Lione, approvarono la nuova Costituzione alla presenza di Napoleone Bonaparte, che ne divenne Presidente) e il 17 marzo 1805, data in cui essa venne ufficialmente trasformata nel Regno d’Italia, con il Corso incoronato Re nel Duomo di Milano.
A causa di questa brevissima finestra temporale (appena tre anni), la produzione cartografica che reca impresso il titolo ufficiale di “Repubblica Italiana” è numericamente esigua e difficile da reperire sul mercato antiquario. La maggior parte delle mappe coeve, infatti, mantiene la dicitura “Cisalpina” o transita rapidamente verso la dicitura “Regno d’Italia”.