Carta Geografica del Regno Lombardo Veneto tratta dalla non comune opera Atlante di geografia moderna di Giovanni Marieni pubblicata a Milano nel 1833 dall’Imperiale Regia Stamperia.
La mappa delinea i confini del Lombardo-Veneto evidenziando la complessa orografia alpina e la fitta rete idrografica della Pianura Padana. In basso a sinistra una legenda elenca la ripartizione amministrativa del territorio in due governi separati dal fiume Mincio:
Lombardia (Nove Province) con Milano (Capitale e centro nevralgico), Pavia, Lodi e Crema, Cremona, Mantova, Brescia, Bergamo, Como, Sondrio (Valtellina)
Venezia (Otto Province): Venezia, Udine (del Friuli), Belluno, Treviso, Vicenza, Verona, Padova, Rovigo (del Polesine).
Questa ripartizione amministrativa riflette l’assetto istituzionale imposto dall’Impero asburgico dopo il 1815, quando il Regno Lombardo-Veneto venne costituito, con il Congresso di Vienna, quale territorio direttamente soggetto alla Corona d’Austria. La carta non rappresenta dunque soltanto uno strumento geografico, ma anche un documento politico: attraverso la visualizzazione ordinata delle province, delle frontiere e delle infrastrutture, essa rende tangibile la volontà di controllo e razionalizzazione amministrativa perseguita da Vienna nei domini italiani.
La storia dell’Imperiale Regia Stamperia di Milano è strettamente connessa alla presenza austriaca in Lombardia. Fondata nel 1761 per volontà di Maria Teresa d’Austria, l’Imperiale Regia Stamperia di Milano rappresentò per quasi un secolo l’eccellenza tipografica dello Stato. Durante il periodo asburgico, la stamperia era l’organo ufficiale deputato alla pubblicazione di leggi, editti e testi scolastici approvati dal governo austriaco. Grazie alla collaborazione con tecnici, incisori e geografi legati agli istituti scientifici imperiali, la stamperia contribuì alla diffusione di una produzione editoriale di elevata qualità tipografica e scientifica. Con le Cinque Giornate di Milano e i successivi moti risorgimentali, la stamperia perse il suo carattere “imperiale”, trasformandosi progressivamente in Stamperia Reale dopo l’Unità d’Italia.









