La propaganda anti comunista nella mappa dei “Gulag” Sovietici Posted in: Persuasive Map

I Gulag furono creati immediatamente dopo la Rivoluzione Russa sotto l’amministrazione di Lenin. Presero il nome dall’acronimo della frase russa “Direzione principale dei campi di lavoro correttivi” e nonostante fossero pensati per la generalità dei criminali, il sistema è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici dell’Unione Sovietica. Tutti gli occupanti vivevano in condizioni estremamente difficili, segnate da cibo povero, lavori pesanti e alta mortalità. Dopo la seconda guerra mondiale, le dimensioni e la brutalità del Gulag fornirono molte ragioni alla propaganda anti-sovietica specialmente durante la Guerra Fredda.

Il primo lavoro di “mappatura” dei gulag sovietici è attribuito ai soldati polacchi Sylvester Mora e Pierre Zwierniak, che per primi disegnarono una carta per accompagnare il loro libro del 1945 Sprawiedliwość Sowiecka pubblicato a Roma nel 1945 come denuncia del sistema dei campi di lavoro forzato in Russia.

La mappa è stata stampata in lingua inglese per poter essere utilizzata in tutte e tre le edizioni: polacco, italiano (Giustizia Sovietica) e francese (Justice Sovietique).
Nella parte destra il testo elenca le risorse e le materie prime della Russia e come il paese comunista deve il suo successo economico anche al lavoro schiavo di milioni di prigionieri. La carta sottolinea come il tutto sia basato sui racconti di ex detenuti che vivevano nei campi negli anni1939-1942. In basso si descrive l’organizzazione, le attività e le industrie di ogni campo mentre nella parte superiore sono riportati documenti ufficiali delle autorità sovietiche.

L’evoluzione e l’aggiornamento della carta di Mora e Zwierniak avviene nel 1947 quando Isaac Don Levine, giornalista e scrittore russo-statunitense, pubblica nel suo Plain Tank, magazine anticomunista, una nuova carta dell’ubicazione dei campi di lavoro, “Gulag” – Slavery, Inc. basata sul prototipo dei due soldati polacchi. Levine aggiunge alla carta anche una cruda immagine con bambini detenuti offrendo una ricompensa di 1000 dollari a chiunque potesse fornire prove della non veridicità della mappa come documento e denuncia sulle misere condizioni dei prigionieri.

Nel 1947 AFL–CIO (l’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations) dopo la pubblicazione e alla denuncia di Plain Tank chiede all’Unesco di condurre un’indagine dalla quale però non risultò nulla di sostanziale; nel 1951 quindi l’AFL decide attraverso il suo comitato sindacale libero “Free Trade Union Committee (FTUC)” – un’entità segretamente finanziata dalla CIA – e con il supporto di Levine di aggiornare la mappa al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso la pubblicazione del nuovo documento nella celebre rivista Time del 17 Settembre di quell’anno.

Il notevole impatto della nuova mappa “Gulag’—Slavery, Inc.” non fu solo domestico infatti molte copie furono distribuite in più lingue sia in Europa che in America Latina. La carta fu inoltre utilizzata per mettere pubblicamente in imbarazzo il viceministro degli esteri sovietico Gromyko in una conferenza a San Francisco.

Questo manifesto (clicca per l’esemplare in catalogo e l’immagine in alta risoluzione) pubblicato nel 1951 come foglio sciolto per affissione dalla sezione francese dell’unione internazionale dei lavoratori aggiunge il motto “giammai in Francia”.

Bibliografia:

  • “Cornell University – PJ Mode Collection of Persuasive Cartography.” ID #1330 – 1337 – 1345
  • Barney 2015, 120