La Carta delle Isole Canarie di Vincenzo Coronelli e la dedica ad Alvise Da Mosto 7 Ottobre 2019 – Posted in: Antiche Carte Geografiche

carta geografica canarie

Questa bella carta geografica, ricchissima di informazioni, curiosità e dal notevole apparato decorativo descrive l’intero arcipelago delle Isole Canarie con il particolare della città di Funchal e un largo inserto con l’isola di Madeira.
L’importante mappa, pubblicata nel 1692 da Vincenzo Coronelli, è il foglio numero 95 della celebre opera del cartografo veneziano Corso Geografico Universale.

Man mano che disegnava le grandi carte geografiche del suo Atlante Veneto, Vincenzo Coronelli le esponeva nella saletta delle riunioni dell’Accademia Cosmografica, fondata appunto per ricevere dai soci osservazioni e correzioni. Appena incise le carte si vendevano anche separatamente a mezza lira veneta ognuna e Coronelli ebbe allora l’idea di comporre un atlante di sole carte senza il consueto testo al verso e con il titolo di Corso Geografico Universale, affidandone la vendita al libraio Domenico Padovani.
Le prime mappe furono incise negli ultimi mesi del 1687 e le ultime nel 1692. La contemporanea vendita di carte sciolte e di carte raccolte in volume ha fatto sì che oggi si trovino volumi con un numero diverso di carte. (Esistono esemplari da 68 fino a 240 tavole).

La mappa delle isole Canarie si sviluppa nella parte sinistra e presenta linee lossodromiche per la navigazione, margine graduato con latitudine e longitudine e interessanti annotazioni sui luoghi descritti. La parte destra è invece dominata da due grandi inserti: appoggiate su un morbido drappo troviamo infatti una dettagliata rappresentazione dell’isola vulcanica di Madeira e appena sotto una bella veduta a volo d’uccello della sua capitale, Fanchal. Il tutto inciso all’acquaforte e bulino con tratto preciso, raffinato e nel tipico (e assolutamente unico) stile dell’autore. L’angolo inferiore destro la scala delle distanza espresse in miglia italiane, francesi, spagnole, tedesche e nautiche.

L’isola portoghese di Madeira
La città di Funchal, capitale di Madeira, arricchita da galeoni e velieri in navigazione

Alvise Da Mosto, conosciuto in portoghese anche come Luís o Luiz Cadamosto (Venezia 1430- 1483), è stato un esploratore, navigatore e mercante di schiavi italiano.
Da Mosto esplorò l’oceano Atlantico e le coste dell’Africa occidentale per il principe del Portogallo, Enrico il Navigatore, scoprendo una parte delle isole dell’arcipelago di Capo Verde, tra il 1455 e il 1456.
Nel 1451 divenne balestriere sulle galere grosse d’Alessandria, per poi passare qualche mese dopo alle galere di Fiandra al fine di intraprendere la carriera di commerciante.
Nel 1454 si imbarcò nuovamente per la Fiandra con il fratello minore Antonio, lasciando all’altro fratello Pietro la gestione degli affari a Venezia. A causa dei venti contrari, tuttavia, il convoglio dovette sostare a capo San Vincenzo, all’estremità sud-occidentale del regno di Portogallo e non lontano dal luogo di ritiro di Enrico il Navigatore. Quest’ultimo approfittò dell’occasione per inviare presso i Veneziani un suo dipendente, Patrizio di Conti, che mostrò numerose mercanzie provenienti dai paesi da poco scoperti, ricordando i grandi guadagni di chi vi aveva commerciato. Assolutamente interessato, Da Mosto incontrò il principe che accettò di imbarcarlo in uno dei suoi viaggi in virtù della sua grande esperienza nel campo delle spezie. In realtà, Enrico cercava soprattutto un navigatore esperto che potesse contribuire alle esplorazioni della costa occidentale africana.

Il 22 marzo 1455 partì da Capo San Vincenzo per la sua prima spedizione di scoperta lungo le coste atlantiche. In questo viaggio visitò prima l’isola di Madeira e le Canarie e quindi raggiunse la foce del fiume Senegal, dove imbarcò un carico di circa 100 schiavi africani, scambiandoli con alcuni cavalli. Ripreso il mare incontrò un’altra spedizione portoghese, comandata da Antonio da Noli. Insieme decisero di proseguire la navigazione: scoprirono il golfo di Gorsa e giunsero fino al fiume Gambia che tentarono di risalire. Dovettero però desistere in quanto trovarono una forte ostilità da parte degli indigeni e decisero di tornare in Portogallo.
Da Mosto ritentò l’impresa l’anno seguente questa volta accompagnato da Antonio Usodimare: in questo secondo viaggio Da Mosto esplorò nuovamente il fiume Gambia, risalendolo per circa 100 km, spingendosi in seguito fino alla Casamance e alle isole Bissagos. Fu probabilmente mentre faceva ritorno da questo viaggio che avvistò alcune isole dell’arcipelago di Capo Verde. Da Mosto e Usodimare, perciò, furono i primi europei a raggiungere le isole di Capo Verde, (Bonavista e Santiago portano ancora oggi il nome coniato dal veneziano). Secondo altre fonti, tuttavia, Da Mosto avrebbe solamente avvistato le isole e la vera e propria scoperta sarebbe da attribuire ad Antonio da Noli e Diogo Alfonso, che qualche anno più tardi avrebbero raggiunto le isole e fattone una precisa descrizione.

Vincenzo Coronelli è largamente considerato uno dei più grandi, laboriosi e famosi cartografi italiani. A lui si devono moltissime opere geografiche come l’Atlante Veneto, l’Isolario, il Corso Universale, le Singolarità di Venezia, il Libro dei Globi, il Teatro delle città e molte altre produzioni di carattere geografico. Nato nel 1650 ricevette educazione ecclesiastica presso l’ordine dei minori conventuali di San Francesco; in seguito ne divenne Gran Generale e conseguì il titolo di Cosmografo della Repubblica. Fu anche lettore pubblico di geografia presso l’università di Venezia e fondatore, nella stessa sede del convento dei frati minori, della prima associazione geografica: l’Accademia Cosmografica degli Argonauti. Divenuto famoso come matematico e cosmografo nel 1681 venne chiamato alla corte di Luigi XIV per la costruzione di due straordinari e raffinatissimi globi, uno terrestre e uno celeste, di 4 metri di diametro. La produzione cartografica del Coronelli consta di circa 500 carte tutte basate su molteplici fonti che gli permisero di arricchire le sue mappe con moltissime informazioni, curiosità e avvenimenti storici. Infatti oltre alla la sua precisione toponomastica celebre è anche la sua innovazione nell’inserire annotazioni in calce alle rappresentazioni dei luoghi geografici.

Coronelli ci fa notare come Plinio conoscesse Madeira come “Cerne Atlantica”
Il “Capo de Non” così chiamato dai francesi perché “non” si passa!

Bibliografia:
Giuseppe Nova – Ruggiero Fontanella – Il Territorio di Brescia nell’antica Cartografia a Stampa, IdeaRareMaps.com 2017.
Ugo Tucci, DA MOSTO, Alvise, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 32, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1986.
Giuseppe Nova – Ruggiero Fontanella – Piante e vedute a stampa di Brescia. XV-XIX secolo, Grafo 2009