87 Mappe trovate. Mostro 1-20
Milano 1838. 220 x 185 mm.
Pianta della Città tratta dall'opera "Piante delle città capoluoghi delle Provincie del Regno Lombardo Veneto che mostrano la situazione dei principali Stabilimenti Civili e Militari in esse esistenti"stampata e pubblicata a Milano nel 1838. Rara e raffinata coloritura d'epoca.
[Bergamo] Territorio di Bergamo
Amsterdam 1667. 378 x 500 mm.
Raffinata carta geografica del territorio di Bergamo basata sulla cartografia del Magini. Tratta dall'edizione in francese dell'Atlas Major pubblicato ad Amsterdam nel 1667. La famosa casa editrice della famiglia Blaeu venne fondata ad Amsterdam nel 1596 da Willem Janzoon Blaeu (1571-1638) che inizialmente produsse globi, carte nautiche e strumenti scientifici ma ben presto si attivò, comprando le lastre del Mercator da Jodocus Hondius, per la realizzazione di un atlante di tutto mondo. Alla sua morte l'azienda proseguì per opera dei suoi due talentuosi figli Cornelius (1616-1648) e Johannis (1596-1673) che ampliarono l'ambizioso progetto cartografico del padre. L'Atlas Major è il risultato dell'immenso lavoro dei Blaeu ed è riconosciuto unanimamente come uno dei momenti più alti nella storia della cartografia. Le circa 600 carte geografiche che lo compongono sono tutte incise con tratto raffinatissimo e abbellite da splendidi cartigli, riferimenti araldici e specialmente dalla splendita calligrafia. Il lavoro dei Blaeu si interruppe nel 1672 quando il grande incendio di Amsterdam distrusse l'officina e gran parte delle lastre. L'anno seguente Johannis morì e le lastre rimanenti vennero disperse e acquistate dai rivali Frederick De Wit, Schenk e Valk. La casa editrice chiuse definitivamente nel 1695.
[Brescia] Avanzi di un Tempio antico
Brescia 1825. 250 x 330 mm.
Bella e decorativa veduta in seppia dei resti del Tempio capitolino disegnata e incisa all'acquatinta da Giuseppe Gandaglia, ingeniere di Orzinuovi e pubblicata nel 1825.
Venezia 1599. 120 x 170 mm.
Pianta al bulino della citta' di Brescia ripresa dalla pianta del Valegio ma che fu eseguita da anonimo artista con segno piu' nitido e attenzione ai particolari cosi' che sia le porte della citta', sia i caseggiati all'interno del castello risultano piu' dettagliati, precisi e credibili. Tratta dal "Theatrum urbium Italicarum" di Pietro Bertelli pubblicato a Venezia nel 1599.
Parigi 1849. 435 x 280 mm.
Stupenda e desiderabile veduta della città a volo d’uccello presa da porta S. Nazaro, Disegnata da Alfred Guesdon e proveniente dall’opera di Hippolyte Etiennez "L’Italie à vol d’oiseau" edita a parigi nel 1849. Il suggestivo punto di ripresa, notevolmente innalzato rispetto al normale (si usò per la prima volta un pallone aerostatico), permette di spaziare a perdita d’occhio conferendo un’ottima resa grafica, tanto che quest’opera fece successivamente da base ad altre immagini panoramiche simili che illustravano riviste geografiche uscite sia in lingua francese, che in lingua inglese.
Padova 1654. 175 x 135 mm.
Pianta della citta' di Brescia che riprende nell'impostazione quelle pubblicate precedentemente nelle edizioni romane ma con qualche differenza come la firma posta in basso a destra, la scomparsa degli alberi nei territori delle "chiusure" e nelle misure che risultano essere leggermente maggiori rispetto alla lastra usata a Roma dal De Rossi.
Padova 1629. 120 x 170 mm.
Pianta della citta' sostanzialmente uguale a quella di Pietro Bertelli del 1599 ma con l'indicazione errata di "Castelo" posta a didascalia del colle Cidneo e in generale con alcune differenze probabilmente dovute a ritocchi al vecchio rame. Tratta dall'opera "Theatro delle citta' d'Italia.." di francesco Bertelli pubblicata a Padova nel 1629.
[Brescia] Brescia Episcopatus Mediolanum Ducatus
Amsterdam 1648. 190 x 145 mm.
Raffinata piccola carta geografica del territorio Bresciano tratta dall' Atlas Minor pubblicato ad Amsterdam nel 1648 presso Jannsonius. Nel 1607 Jodocus Hondius pubblica per la prima volta una versione tascabile dell "Atlas" di G. Mercator nominandolo appunto "Atlas Minor". Le mappe si basano in parte sul lavoro Mercatoriano del 1580-90 e in parte sulle mappe dello stesso Hondius pubblicate nel 1606. L'enorme popolarita' del formato ridotto e il prezzo inferiore rispetto agli atlanti in folio si riflette' in un enorme successo editoriale e alla pubblicazione di continui aggiornamenti ed arrichimenti. Circa 20 anni dopo Joannes Janssonius commissiona una nuova serie di carte geografiche incise da Pieter Van Den Keere (Kaerius) e Abraham Goos due fra i piu' eminenti incisori olandesi dell'epoca. Queste eleganti carte sorprendono, data la ridotta dimensione, per la ricchezza del dettaglio a livello decorativo (cartigli, navi, rose dei venti ecc..) e per la precisione cartografica nei rilievi. Koeman "Atlantes Neerlandici" Me203.
[Brescia] Brescia Episcopatus MEDIOLANUM Ducatus. / Per Gerardum Mercatorem
Duisburg 1595. 370 x 475 mm.
Rara prima edizione della famosa carta del Bresciano (mostra anche le zone di Milano con Pavia e dei laghi di Garda e di Como) tratta dall'atlante di Gerard Mercator "Atlas sive cosmographiae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura" pubblicato a Duisburg nel 1589-95. Raffinata coloritura coeva e ottimo stato di conservazione. Al verso caratteri tipografici e vignetta corrispondenti alla prima edizione. Confronta Koeman II, Atlantes Neerlandici, Me 11.
[Brescia] Brescia ou Bresse aux Venetiens
Amsterdam 1724. 470 x 575 mm.
Importante pianta della citta' tratta dall'opera "Nouveau Theatre d'Italie...." di Pierre Mortier pubblicata ad Amsterdam nel 1724. Si tratta della prima pianta dopo quella del Rascicotti del 1599 rispondente alla realta'. Sono riconoscibili, infatti, con buona precisione sia il tracciato viario, e con esso le maggiori piazze ed i tratti dei torrenti, sia i principali monumenti, disegnati in piano rialzato per meglio evidenziarli dagli isolati cittadini. In basso legenda su tredici colonne con 38 riferimenti ad altrettanti luoghi di interesse. Perfetto stato di conservazione.
[Brescia] Bresciano Parte Settentrionale / Bresciano Parte Meridionale
Venezia 1690. 445 x 588 mm each.
Bellissima e fondamentale carta geografica in due fogli del territorio di Brescia. La mappa ha come estremi a nord Bormio, a sud Cremona a ovest la provincia di Bergamo e a est il Veronese. Presenta alcuni orografi come il Monte Tonale o il Mortarolo che la cartografia precedente aveva tralasciato e un preciso sistema idrografico con molte indicazioni sui percorsi dei fiumi, sulle loro fonti e confluenze. Molta attenzione è dedicata all'insediamento urbano con una precisa disposizione dei toponimi anche minori. Incisa con grande cura e tratto raffinato la grande carta è arricchita da decorativi cartigli, mostra i centri maggiori con le loro fortificazioni e presenta tante piccole ed innovative raffinatezze come il rappresentare la scala sul braccio e sulla pala di una figura nel cartiglio superiore. Tratta dal Corso Geografico Universale del Coronelli pubblicato a Venezia nel 1690. Vincenzo Maria Coronelli è largamente considerato uno dei più grandi, laboriosi e famosi cartografi italiani. A lui si devono moltissime opere geografiche come l'Atlante Veneto, L'Isolario, Il Corso Universale, Le Singolarità di Venezia, Il libro dei Globi, Il teatro delle città ecc... Nato nel 1650 ricevette educazione ecclesiastica presso l'ordine dei minori conventuali di San Francesco; in seguito ne divenne Gran Generale e conseguì il titolo di comografo della Repubblica. Fu anche lettore pubblico di geografia presso l'università di Venezia e fondatore, nella stessa sede del convento dei frati minori, della prima associazione geografica: l'Accademia Cosmografica degli Argonauti. Divenuto famoso come matematico e cosmografo nel 1681 venne chiamato alla corte di Luigi XIV per la costruzione di due straordinari e raffinatissimi globi, uno terrestre e uno celeste, di 4 metri di diametro. La produzione cartografica del Coronelli consta di circa 500 carte tutte basate su molteplici fonti che gli permisero di arricchire le mappe con moltissime informazioni (celebre è la sua precisione toponomastica) e talvolta di inserire curiosità e avvenimenti storici. [prezzo a richiesta]
[Brescia] Brixiae Veronae Mater Amata Meae
Brescia 1751. 1260 x 460 mm.
Importante e stupenda grande veduta panoramica di Brescia presa da est, disegnata in modo molto dettagliato e preciso da Francesco Battaglioli ed incisa con tratto raffinatissimo da Francesco Zucchi per impreziosire l’opera di Antonio Sambuca "Memorie istorico artistiche intorno all’antico Stato de’ Cenomani ed ai loro confini" pubblicata a Brescia presso Rizzardi nel 1751. Con tale opera il prelato bresciano intese porre fine ad una lunga polemica iniziata con una dissertazione del can. Paolo Gagliardi nella quale sosteneva che capitale dello stato dei cenomani era stata Brescia, dalla quale dipese Verona suscitando reazioni vivaci in dotti del tempo, quali Apostolo Zeno, Scipione Maffei e Ludovico Antonio Muratori. Sotto la veduta vi è un’ampia dedica al Cardinale Querini divisa in due parti dal suo stemma e che si conclude con la data: “Brescia primo Febbrajo MDCCLI”. A lato della dedica due cartigli con vignette (un vecchio con cornucopia ed un anfora da cui esce acqua e 13 rimandi a sinistra; interno di officina di armaiolo e 13 rimandi a destra). [prezzo a richiesta]
Antwerp 1603. 320 x 460 mm.
Carta geografica del territorio bresciano tratta dal "Theatrum Orbis Terrarum" di Abraham Ortelius pubblicato ad Anversa nel 1603. Testo latino al verso. Perfetto stato di conservazione con bellissima coloritura coeva.
[Brescia] Carte du territoire de Bresce
Venezia 1777. 445 x 660 mm.
Bella carta geografica del Bresciano tratta dal "Atlas Universel" di Francesco e Paolo santini pubblicato a Venezia nel 1777 presso la stamperia Remondini.
[Brescia] La Citta' di Brescia Capitale della provincia Bresciana nel Dominio Veneto
Venezia 1751. 155 x 225 mm.
Pianta della citta' di Brescia incisa su rame con notevole cura e pubblicata da Tommaso Salmon a Venezia presso Albrizzi all'interno della monumentale opera editoriale "Lo stato Presente di tutti i popoli del Mondo".
[Brescia] La provincia di Brescia divisa ne suoi territori di nuova proiezione
Venezia 1779. 410 x 308 mm.
Carta geografica incisa su rame tratta da "Atlante Novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni, e scoperte fatte dai piu' celebri e piu' recenti cartografi" di Antonio Zatta e pubblicato a Venezia tra il 1779 e il 1785.Ottimo stato di conservazione. Bella e decorativa coloritura d'epoca.
[Brescia] Teatro del Collegio dei Nobili di S. Antonio
Brescia 1762. 320 x 260 mm.
Piacevolissima incisione su rame di Domenico Cagnoni su disegno dell'architetto Gaspare Turbini dedicata al senatore Sebastiano Molino da Antonio Sambuca. Raffigura la scena del Teatro del Collegio dei Nobili di S. Antonio cosi' come era quando si tenne la festa al Cardinale Molino fratello del destinatario della dedica. Stampata per l'occasione e quindi di estrema rarita'.
[Brescia] Territorii Brixiensis chographica Tabula
Venezia 1655. 505 x 335 mm.
Importante carta geografica del territorio Bresciano, per la prima volta stampata nel 1595 da Andrea Bertelli, qui nella sucessiva ed unica ristampa a cura di Stefano Scolari, datata 1655. La carta segue di pochi anni la mappa del Forlani/Pinargenti datata 1574, ispirandosi tuttavia alla prima rappresentazione del territorio di Cristoforo Sorte del 1560. Andrea Bertelli e' membro della famiglia di editori e stampatori, calcografi e mercanti di stampe originaria di Padova ma attiva a Venezia tra il 1558 e il primo decennio del XVII secolo. Non e' chiaro quali fossero i legami di parentela tra i numerosi esponenti della famiglia, ma e' possibile che Andrea fosse figlio di Donato o di Ferrando Bertelli; tuttavia, a differenza dei capostipite della dinastia, due sole opere a stampa con firma Andrea Bertelli sono note. Il Tooley decrive il solo Disagno del Territorio Padovano (1568), mentre Almagia' aggiunge questa carta, conosciuta in un unico esemplare, conservato alla Biblioteca apostolica Vaticana. Stefano Scolari e' editore ed incisore attivo a Venezia tra il 1600 ed il 1657; molte delle sua opere recano la scritta "Insegna delle tre virtu' a San Guliano", a luogo dove esercitava la propria attivita'. Almagia' descrive la prima edizione dell'opera nel seguente modo: "Questa carta era precedentemente ignota; l'unico esemplare conosciuto e' il presente. Anche questa puo' considerarsi come derivazione indiretta dell'originale del Sorte, al quale si avvicina tuttavia piu' della carta del Forlani/Pinargenti, perche' meno ricca di nomi ed indicazioni e piu' aderente per la grafia.... Quanto alla graduazione, che si trova in questa carta bertelliana, non ne conosciamo l'origine; essa diversifica notevolmente dalla corrispondente carta Maginiana". Magnifico esemplare di questa rarissima carta con inusuale, bella, coloritura coeva. Prezzo a richiesta
[Brescia] Territorio di Brescia et di Crema
Bologna 1620. 345 x 465 mm.
Carta geografica del territorio tratta dall'Atlante "Italia..." del cartografo Giovanni Antonio Magini. Di sapore prettamente cinquecentesco viene stampata solo dopo la morte dell'autore dal figlio Fabio a Bologna nel 1620.
[Brescia] Territorio di Brescia et di Crema
Amsterdam 1664. 380 x 500 mm.
Elegante carta geografica del territorio di Brescia e di Crema tratta dall'Atlas Major nell'edizione con testo fiammingo al verso pubblicato ad Amsterdam nel 1664. La famosa casa editrice della famiglia Blaeu venne fondata ad Amsterdam nel 1596 da Willem Janzoon Blaeu (1571-1638) che inizialmente produsse globi, carte nautiche e strumenti scientifici ma ben presto si attivò, comprando le lastre del Mercator da Jodocus Hondius, per la realizzazione di un atlante di tutto mondo. Alla sua morte l'azienda proseguì per opera dei suoi due talentuosi figli Cornelius (1616-1648) e Johannis (1596-1673) che ampliarono l'ambizioso progetto cartografico del padre. L'Atlas Major è il risultato dell'immenso lavoro dei Blaeu ed è riconosciuto unanimamente come uno dei momenti più alti nella storia della cartografia. Le circa 600 carte geografiche che lo compongono sono tutte incise con tratto raffinatissimo e abbellite da splendidi cartigli, riferimenti araldici e specialmente dalla splendita calligrafia. Il lavoro dei Blaeu si interruppe nel 1672 quando il grande incendio di Amsterdam distrusse l'officina e gran parte delle lastre. L'anno seguente Johannis morì e le lastre rimanenti vennero disperse e acquistate dai rivali Frederick De Wit, Schenk e Valk. La casa editrice chiuse definitivamente nel 1695.