21 Mappe trovate. Mostro 1-20
[North Pole] Septentrionalium Terrarum Descript
Amsterdam 1648. 204 x 145 mm.
Interessante piccola mappa del Polo Nord e delle regioni artiche tratta dall' Atlas Minor del Mercator Hondius pubblicato ad Amsterdam presso Jannsonius nel 1648 con testo tedesco al verso. La carta è basata sull'inserto della zona raffigurata nel mappamondo del Mercator del 1569 ma presenta le novità delle esplorazioni di Frobisher e Davis alla ricerca di un passaggio a Nord Ovest. Lo stretto di Anian è chiaramente visibile a destra. Nel 1607 Jodocus Hondius pubblica per la prima volta una versione tascabile dell "Atlas" di G. Mercator nominandolo appunto "Atlas Minor". Le mappe si basano in parte sul lavoro Mercatoriano del 1580-90 e in parte sulle mappe dello stesso Hondius pubblicate nel 1606. L'enorme popolarita' del formato ridotto e il prezzo inferiore rispetto agli atlanti in folio si riflette' in un enorme successo editoriale e alla pubblicazione di continui aggiornamenti ed arrichimenti. Circa 20 anni dopo Joannes Janssonius commissiona una nuova serie di carte geografiche incise da Pieter Van Den Keere (Kaerius) e Abraham Goos due fra i piu' eminenti incisori olandesi dell'epoca. Queste eleganti carte sorprendono, data la ridotta dimensione, per la ricchezza del dettaglio a livello decorativo (cartigli, navi, rose dei venti ecc..) e per la precisione cartografica nei rilievi. Koeman "Atlantes Neerlandici" Me203.
Venezia 1779. 285 x 400 mm ca. each.
Set comprendente mappamondo e quattro continenti tratto da "Atlante Novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni, e scoperte fatte dai piu' celebri e piu' recenti cartografi" di Antonio Zatta. Antonio Zatta fu uno dei maggiori editori Italiani di carte geografiche della fine del'700, periodo dominato dalle produzioni dei cartografi Francesi. La sua attività cartografica è caratterizzata dall'innovazione che apporta nei cartigli che farà finalmente evolvere dai classici rimandi rinascimentali ricchi di figure mitiche ed allegoriche ad un elemento di supporto alla carta stessa. Zatta, infatti, aggiunge e riporta meticolosamente riferimenti alle caratteristiche peculiari del territorio rappresentato come i tipi di colture ed artigianato, paesaggi e costumi degli abitanti. Le sue carte non sono, inoltre, copie basate su rappresentazioni precedenti bensì sono disegnate e aggiornate secondo le ultime osservazioni (vedi i viaggi di Cook che erano proprio di quel periodo e che ben sono riportati e annotati sulle mappe oggetto delle esplorazioni) come si evince dal titolo della sua opera più celebre: l'Atlante Novissimo.
[Set] Typus Orbis Terrarum / Africae Descriptio / Americae Descriptio / Asia / Europae Nova Tabula
Amsterdam 1648. 200 x 145 ca each.
Set comprendente mappamondo e quattro continenti tratti dall' Atlas Minor del Mercator Hondius pubblicato ad Amsterdam presso Jannsonius nel 1648 con testo tedesco al verso. Il mappamondo in due emisferi sostituisce il precedente del 1607 ma la California è ancora raffigurata come isola ed è presente il largo passaggio a Nord Ovest tra l'Asia e l'America. Include elaborata cornice decorativa, due note in latino, rosa dei venti ed una sfera armillare. Agli angoli allegoria dei quattro elementi. Per quanto riguarda la carta dell'America la sua caratteristica più interessante è la spropositata raffigurazione della costa di Nord Ovest che include un passaggio vicino Quivira. I grandi laghi Canadesi non sono, invece, rappresentati. Nel 1607 Jodocus Hondius pubblica per la prima volta una versione tascabile dell "Atlas" di G. Mercator nominandolo appunto "Atlas Minor". Le mappe si basano in parte sul lavoro Mercatoriano del 1580-90 e in parte sulle mappe dello stesso Hondius pubblicate nel 1606. L'enorme popolarita' del formato ridotto e il prezzo inferiore rispetto agli atlanti in folio si riflette' in un enorme successo editoriale e alla pubblicazione di continui aggiornamenti ed arrichimenti. Circa 20 anni dopo Joannes Janssonius commissiona una nuova serie di carte geografiche incise da Pieter Van Den Keere (Kaerius) e Abraham Goos due fra i piu' eminenti incisori olandesi dell'epoca. Queste eleganti carte sorprendono, data la ridotta dimensione, per la ricchezza del dettaglio a livello decorativo (cartigli, navi, rose dei venti ecc..) e per la precisione cartografica nei rilievi. Koeman "Atlantes Neerlandici" Me203.
[Set] Universi Orbis Descriptio /Europa/Africa/Asia/America
Padova 1621. 135 x 175 mm.
Set comprendente mappamondo e quattro continenti tratto dalla "Geografia di Claudio Tolomeo" pubblicato a Padova presso Galignani nel 1621.
Venezia 1561. 244 x 185 mm.
La celebre carta marina del Ruscelli è basata sul lavoro precedente del Gastaldi del 1548 ed è considerata come una delle piu' antiche rappresentazioni della California come penisola ragionevolmente disponibili per i collezionisti. La mappa presenta la curiosa convinzione del Gastaldi (tratto in inganno dalla teoria del Verrazano del 1524) dell'unione del continente Americano con l'Europa attraverso un istmo a estremo Nord. Questa importante carta e' tratta dalla prima edizione della "Geographia di Claudio Tolomeo" di Girolamo Ruscelli pubblicata a Venezia nel 1561 presso Valgrisi. Caratteristica peculiare della sola prima edizione e' la mancanza dell'impronta del rame al margine superiore. Infatti le mappe furono incise accoppiate su di una sola lastra e solo una volta stampato il foglio separate. L'Atlante del Ruscelli, edizione allargata di quella del 1548 curata dal Gastaldi compare tra la "Geographiae" del Waldseemüller del 1513 e il "Theatrum" dell' Ortelius segnando una svolta nella storia della cartografia. Ottimo stato di conservazione.
Charta Cosmographica cum Ventorum Propria Natura et Operatione
Antwerp 1584. 210 x 300 mm.
Il classico mappamondo cordiforme intagliato da Gemma Frisius per l'edizione del 1584 (la stessa usata da Galileo Galiei per i suoi studi) della Cosmographia dell'Appianus. I continenti sono basati sul globo del Mercator ma l'America, qui chiamata Baccalaerum per l'abbondanza di merluzzi, è delineata in maniera molto approssimativa. Nel Nord la chiara rappresentazione di un passaggio riflette le speranze dei commercianti e la teoria di John Cabot di trovarvi un attraversamento. Interessante il disegno dello Yucatan qui, per la prima volta, rappresentato come penisola dell'America Centrale. La carta è arricchita da animali e navi nel mare, segni dello zodiaco nel bordo, nuvole e putti che soffiano i venti e da tre teschi rappresentanti i venti del sud portatori di piaghe e sventure. Shirley ha identificato tre stati di questa carta del Frisius. Questo esemplare nel secondo stato di tre con la parola Europa posta orizzontalmente e con l'Inghilterra e Scozia chiamate Angl e Scot, è a sua volta una ulteriore variante (caratteri corsivi del titolo) e sembra essere presente solo in alcune copie dell'edizione del 1584. Un'altra copia di questa carta è contenuta nell'esemplare dell'Università di Cambridge nella collezione Whipple.
Der Grosse Ocean und Australien
Hildburghausen 1849. 265 x 210 mm.
Deliziosa carta geografica incisa su acciaio e basata sulla cartografia di C. Franz Radefeld (1788-1874) raffigurante in ottimo dettaglio l'Oceano Pacifico. Tratta dall'opera "Meyer's Neuester Zeitungs Atlas" pubblicata dal Bibliographischen Instituts a Hildburghausen tra il 1849 e il 1852. La caratteristica di questo atlante è la presenza, in quasi tutte le carte, di piccoli inserti con le piante delle maggiori città che permettevano al viaggiatore di avere un primo orientamento di base appena giunti a destinazione. Tutte le carte, finemente colorate a mano ad acquarello e matita furono incise con grande cura e con un notevolissimo dettaglio. "The finest "quarto" German atlas of the mid 19th century". Jurgen Espenhorst - Petermann's Planet - Guide to the great handatlases, 3.1.1
Venice 1604. 106 x 146 mm.
Raffinata piccola mappa, inserita all'interno di una pagina con testo in Italiano, tratta dall'opera " L'Isole piu' Famose del Mondo" di Tommaso Porcacchi stampata a Venezia nel 1604 presso S. Galignani. L'autore dell'incisione e' Girolamo Porro.
Die oestliche un westliche halbkugel der erde
Hildburghausen 1849. 170 x 250 mm.
Deliziosa carta geografica incisa su acciaio e basata sulla cartografia di C. Franz Radefeld (1788-1874) raffigurante l'intero mondo in due emisferi. Tratta dall'opera "Meyer's Neuester Zeitungs Atlas" pubblicata dal Bibliographischen Instituts a Hildburghausen tra il 1849 e il 1852. La caratteristica di questo atlante è la presenza, in quasi tutte le carte, di piccoli inserti con le piante delle maggiori città che permettevano al viaggiatore di avere un primo orientamento di base appena giunti a destinazione. Tutte le carte, finemente colorate a mano ad acquarello e matita, furono incise con grande cura e con un notevolissimo dettaglio. "The finest "quarto" German atlas of the mid 19th century". Jurgen Espenhorst - Petermann's Planet - Guide to the great handatlases, 3.1.1
Discorso intorno alla carta da Navigare
Venice 1604. 104 x 141 mm.
Raffinata piccola mappa, inserita all'interno di una pagina con testo in Italiano, tratta dall'opera " L'Isole piu' Famose del Mondo" di Tommaso Porcacchi stampata a Venezia nel 1604 presso S. Galignani. L'autore dell'incisione e' Girolamo Porro.
Augsburg 1730. 510 x 590 mm.
Carta geografica del Mondo raffigurato nei classici due emisferi, circondati da otto cartigli raffiguranti le proiezioni polari , la rosa dei venti, ed elementi astronomici.La carta raffigura ancora la California come isola e solo parte delle coste dell'Australia e Nuova Zelanda. Coloritura coeva ed in perfetto stato di conservazione.
Emisfero Terrestre Settentrionale / Emisfero Terrestre Meridionale.
Venezia 1779. 320 x 410 mm.
Coppia di carte rappresentanti i due emisferi terrestri in proiezione polare tratte da "Atlante Novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni,e scoperte fatte dai piu' celebri e piu' recenti cartografi" di Antonio Zatta e pubblicato a Venezia tra il 1779 e il 1785. Antonio Zatta fu uno dei maggiori editori Italiani di carte geografiche della fine del'700, periodo dominato dalle produzioni dei cartografi Francesi. La sua attività cartografica è caratterizzata dall'innovazione che apporta nei cartigli che farà finalmente evolvere dai classici rimandi rinascimentali ricchi di figure mitiche ed allegoriche ad un elemento di supporto alla carta stessa. Zatta, infatti, aggiunge e riporta meticolosamente riferimenti alle caratteristiche peculiari del territorio rappresentato come i tipi di colture ed artigianato, paesaggi e costumi degli abitanti. Le sue carte non sono, inoltre, copie basate su rappresentazioni precedenti bensì sono disegnate e aggiornate secondo le ultime osservazioni (vedi i viaggi di Cook che erano proprio di quel periodo e che ben sono riportati e annotati sulle mappe oggetto delle esplorazioni) come si evince dal titolo della sua opera più celebre: l'Atlante Novissimo.
Harmonie ou Correspondance du globe avec la Sphere…
Paris 1681. 390 x 530 mm.
Mappa totius mundi adornata juxta observationes .... secundum annotationes recentissimus
Augsburg 1775. 630 x 450 mm.
Decorativo mappamondo in due emisferi basato sulla cartografia di Guillaume de L'Isle e pubblicato da Tobias Conrad Lotter ad Augsburg nel 1775. Questa mappa mostra, per il periodo, alcune lacune e limitazioni nelle regioni nord occidentali d'America, nella parte nord orientale dell'Asia, e in generale, nel continente Australiano. Alcune anomalie sono, tuttavia, piuttosto interessanti: la più curiosa di queste è la rappresentazione della "Frislandia" (da non confondersi con "Friesland") posizionata tra l'Islanda e la Groenlandia. La Frislandia era un'isola fantasma che si supponeva apparisse e sparisse all'orizzonte. Molte mappe pubblicate in questo periodo avevano già abbandonato questa idea, ma a conferma della leggenda, l'isola aveva l'abitudine di riapparire dal nulla, anche nelle carte geografiche! Il Giappone viene mostrato come penisola collegata alla terraferma asiatica del Yedso. Più a est si può notare la mitica terra di "Terre de la Compagnie". L'Australia è attaccata alla Nuova Guinea e La Nuova Zelanda non è presente. Nella carta sono segnate le rotte e i percorsi delle grandi esplorazioni Chaumont, Magellano e altri. In alto due piccoli emisferi con le calotte polari e grande cartiglio con il titolo abbellito dalle allegorie dei quattro continenti.
Mappemonde a L'usage du Roy par G. Delisle augmentee en 1755 des nouvelles decouvertes par P.Buache
Paris 1755. 440 x 670 mm.
Mappemonde Planisphere ou carte generale du Monde
Augsburg 1748. 216 x 160 mm.
Rara mappa incisa da Elias Baeck e tratta dall’opera: “Der curiose und .. Nüssliche Dollmetscher..” pubblicata ad Augsburg nel 1748. Decorativo cartiglio e graziosa coloratura coeva.
Venezia 1779. 340 x 445 mm.
Carta geografica storica raffigurante il mondo conosciuto dagli antichi tratta da "Atlante Novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni, e scoperte fatte dai piu' celebri e piu' recenti cartografi" di Antonio Zatta e pubblicato a Venezia tra il 1779 e il 1785. Antonio Zatta fu uno dei maggiori editori Italiani di carte geografiche della fine del'700, periodo dominato dalle produzioni dei cartografi Francesi. La sua attività cartografica è caratterizzata dall'innovazione che apporta nei cartigli che farà finalmente evolvere dai classici rimandi rinascimentali ricchi di figure mitiche ed allegoriche ad un elemento di supporto alla carta stessa. Zatta, infatti, aggiunge e riporta meticolosamente riferimenti alle caratteristiche peculiari del territorio rappresentato come i tipi di colture ed artigianato, paesaggi e costumi degli abitanti. Le sue carte non sono, inoltre, copie basate su rappresentazioni precedenti bensì sono disegnate e aggiornate secondo le ultime osservazioni (vedi i viaggi di Cook che erano proprio di quel periodo e che ben sono riportati e annotati sulle mappe oggetto delle esplorazioni) come si evince dal titolo della sua opera più celebre: l'Atlante Novissimo.
Planisfero Celeste Settentrionale / Planisfero Celeste Meridionale
Venezia 1779. 310 x 405 mm.
Coppia di carte rappresentanti Le proiezioni celesti degli emisferi Settentrionale e Meridionale. Ogni carta mostra negli angoli i piu' famosi osservatori dell'epoca: Greenwich, Parigi, Copenhagen, Cassel, Padova, Pisa, Bologna e Milano. Antonio Zatta fu uno dei maggiori editori Italiani di carte geografiche della fine del'700, periodo dominato dalle produzioni dei cartografi Francesi. La sua attività cartografica è caratterizzata dall'innovazione che apporta nei cartigli che farà finalmente evolvere dai classici rimandi rinascimentali ricchi di figure mitiche ed allegoriche ad un elemento di supporto alla carta stessa. Zatta, infatti, aggiunge e riporta meticolosamente riferimenti alle caratteristiche peculiari del territorio rappresentato come i tipi di colture ed artigianato, paesaggi e costumi degli abitanti. Le sue carte non sono, inoltre, copie basate su rappresentazioni precedenti bensì sono disegnate e aggiornate secondo le ultime osservazioni (vedi i viaggi di Cook che erano proprio di quel periodo e che ben sono riportati e annotati sulle mappe oggetto delle esplorazioni) come si evince dal titolo della sua opera più celebre: l'Atlante Novissimo.
Paris 1761. 540 x 400 mm.
Curiosa carta geografica del mondo secondo la proiezione di Mercatore centrata sull'Asia e su parte dell'Australia cosicchè le Americhe vengono divise in due e mostrate agli estremi della carta. Comprende grandi pannelli descrittivi e bella cornice di carattere floreale contenente numerosi strumenti cartografici, globi e carte geografiche. Tratta dall'Atlas Methodique et Elementaire de Goegraphie et l'Histoire di Claude Buy de Mornas pubblicato a parigi nel 1761.
Tabula Itineraria ex Illustri Peutingerorum Bibliotheca
Antewerp 1624. 400 x 510 mm each.
La famosa e rara (presente solo in questa edizione del Parergon stampato in 300 esemplari) carta Peutingeriana dell'Ortelius. Rappresenta il mondo conosciuto ai romani e i suoi 104.000 km di strade che congiungevano i vari centri abitati, luoghi di sosta, stazioni termali, grandi fiumi e l'ubicazione di foreste, stadi ecc.. Comprende il Nord Africa, Asia, Medio Oriente, India con il Gange, Sri Lanka e citazione della Cina. Le tre città più importanti dell'Impero (Roma, Costantinopoli e Antiochia di Siria) sono rappresentate con speciale decorazione. Tratta dalla rara edizione del Parergon, il primo atlante storico mai pubblicato, edito ad Anversa nel 1624 presso Balthasar Moretus. Il Parergon fu inizialmente concepito dall'Ortelius come appendice del suo Theatrum Orbis Terrarum ma visto il notevole successo di queste carte storiche divenne in seguito un lavoro indipendente e rimase la fonte principale di tutti i lavori simili per tutto il XVII secolo. “The maps and plates in the Parergon have to be evaluated as the most outstanding engravings depicting the wide-spread interest in classical geography in the 16th century” (Koeman). A differenza delle carte del mondo conosciuto che vennero disegnate secondo molteplici fonti, le mappe del Parergon, sono opera originale dell'Ortelius stesso ed in tutte queste curiose carte traspare l'amore e la passione dell'Ortelius (studioso del mondo antico, antiquario ed instancabile visitatore di luoghi di rovine e siti archeologici) per la storia degli antichi.